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Varese: CasaPound al sindaco, “Pensa ai circenses, il panem dov’è? La Garibaldi sia convertita in polo per l’artigianato e l’agroalimentare”

Varese, 21 marzo – “Più che un teatro, un teatrino. Basta sprechi!”. È quanto si legge sullo striscione affisso da CasaPound Italia in via Magenta, a Varese, per denunciare i costi enormi e la scarsa utilità del progetto di convertire in teatro la caserma Garibaldi. 
“L’idea del Comune di destinare la Garibaldi a teatro – spiega Gabriele Bardelli, coordinatore provinciale di Cpi - dimostra tutta l’incapacità amministrativa di questa giunta. Il progetto è arrivato dopo un lunghissimo stallo, ha dimensioni e costi faraonici, valutati tra i 35 e i 50 milioni di euro, e non tiene affatto conto delle esigenze di una città in cui raramente un teatro come il Mario Apollonio viene riempito”. 
“Siamo favorevoli agli investimenti nella cultura, ma non quando si trasformano in uno specchietto per le allodole. La giunta pensa ai circenses, ma il panem dov’è? Varese ha bisogno di un vero rilancio che può partire proprio dall’ex caserma, a patto che sia utilizzata come fulcro di un progetto di ampio respiro e non come una cattedrale nel deserto economico e sociale in cui viviamo”. 
“Per questo CasaPound Italia – prosegue Bardelli - presenterà a breve un piano che coinvolge sia l’ex caserma sia piazza della Repubblica, ormai ricovero per barboni. Il progetto prevede che la Garibaldi sia destinata alla creazione di un polo dell'artigianato e che sulla piazza sia allestito un mercato agroalimentare coperto. È un disegno organico e coerente che, – sottolinea l’esponente di Cpi - oltre ad assecondare le vocazioni del nostro territorio e quindi essere ampiamente attrattivo, risulterebbe anche assai meno oneroso rispetto al progetto di fare della Garibaldi un teatro: permetterebbe di accedere ai finanziamenti europei per l’artigianato, l’artigianato artistico e l’agroalimentare”.
“Il Comune, con il suo lungo attendismo e con una scelta totalmente decontestualizzata, si è già fatto sfuggire l’occasione di agganciarsi all’Expo 2015, non si faccia sfuggire anche quella di accedere ai finanziamenti comunitari a sostegno di settori che meritano di essere valorizzati. La giunta – conclude Bardelli - abbia il coraggio di fare un passo indietro sul teatro e di realizzare un’opera che risponda davvero a esigenze, istanze e peculiarità del nostro territorio".

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"Chi lotta non muore mai": CasaPound ricorda Dmytro in 50 città

Varese, 5 febbraio - "Chi lotta non muore mai. Dmytro con noi". È questa la scritta sugli striscioni affissi da CasaPound Italia in 50 città in onore del ventitreenne di Lviv (Ucraina), che ha perso la vita un anno fa travolto da un treno durante l’affissione di uno striscione di solidarietà per i militanti di Cpi Napoli, coinvolti in un assurdo caso di malagiustizia.

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CasaPound protesta davanti alla Benetton, “gli aumenti autostradali più puntuali dei saldi”

Varese, 11 gennaio – Un volantinaggio davanti alla Benetton di via Vittorio Veneto "per protestare contro l'aumento tariffario della Milano-Laghi, voluto da Autostrade per l’Italia e autorizzato dal Governo, e per informare i cittadini su chi si cela dietro l’aumento del 100% in 10 anni sulla tratta Varese-Milano”. A realizzarlo oggi pomeriggio è stata CasaPound Italia, che ricorda come nel nostro Paese ci sia "un numero ristretto di famiglie che detengono il controllo del mondo imprenditoriale nazionale". 

"I Benetton - sottolinea il
movimento - sono una di queste. Attraverso la holding di famiglia hanno interessi in quasi ogni campo della vita economica italiana. Alitalia, Autogrill, Aeroporti di Roma sono solo una parte dei possedimenti di stampo feudale della famiglia, molti dei quali frutto di privatizzazioni e svendite facilitate dalla politica amica".

"Giova poi ricordare - prosegue la nota - che il sistema autostradale italiano è formato da un gestore unico (Anas) e 26 società concessionarie. Il problema cronico del sistema sta nell'ampia discrezionalità e nell'assoluta mancanza di trasparenza nella politica tariffaria. Le concessioni sono di norma assegnate senza gara, a prezzi irrisori e per periodi di tempo molto lunghi (50 anni), oltretutto a lavori infrastrutturali ultimati e già ampiamente ammortizzati. In questi casi - si legge ancora - le tariffe non coprono voci di costo ma vanno semplicemente a incrementare l'utile, diventando gioco-forza l'ennesima forma di tassazione indiretta che grava sulle famiglie italiane".

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Conferenza - Husqvarna un Caso Italiano

 

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Husqvarna: le Scuderie 7Punto1 mettono i politici a confronto con i dipendenti. Il 23 novembre dibattito su "Husqvarna, un caso italiano. La politica che fa?"

Husqvarna: le Scuderie 7Punto1 mettono i politici a confronto con i dipendenti. Il 23 novembre dibattito su "Husqvarna, un caso italiano. La politica che fa?"

Varese, 21 novembre - Politici e dipendenti dell'Husqvarna a confronto sullo stop alla produzione e sul trasferimento di marchio e lavorazione in Austria. L'occasione sarà la conferenza "Husqvarna, un caso italiano. Industria italiana al collasso, la politica che fa?", promossa dall'associazione motociclistica Scuderie 7punto1 per sabato 23 novembre, alle ore 18.00, presso il City Hotel, in via Medaglie D'Oro 35 a Varese. Si tratta della prima di una serie di iniziative sociali che l'associazione affiancherà alla tradizionale attività "su strada", dalla promozione di campagne sulla sicurezza stradale al sostegno alle vittime degli incidenti. 

“Abbiamo già dimostrato la nostra solidarietà ai dipendenti dell'Husqvarna promuovendo un motogiro nazionale al quale ha preso parte anche una loro delegazione. Ora - spiega il coordinatore nazionale di 7Punto1, Giacomo Trezzi - il nostro obiettivo è fare in modo che i politici capiscano direttamente dai dipendenti dell'Husqvarna quello che sta accadendo e che ne ascoltino le preoccupazioni e, ancora di più, le proposte. Dietro la svendita di questo ennesimo pezzo della nostra industria d'eccellenza - prosegue Trezzi - ci sono duecento dipendenti lasciati a casa, quindi duecento famiglie in difficoltà. E questo senza voler entrare nel campo dell'assenza di una politica industriale seria nel nostro Paese, di cui comunque ci auguriamo si possa parlare alla conferenza". 

"All'incontro - aggiunge il responsabile di 7Punto1 - oltre ai dipendenti dell'azienda, interverranno l'europarlamentare del Pdl Lara Comi, il consigliere regionale della Lega Nord Francesca Brianza e il vicepresidente di CasaPound Italia Andrea Antonini, moderati dal giornalista Renato Besana. Nessun esponente del Pd, invece - sottolinea Trezzi - ha ritenuto di accogliere il nostro invito e, quindi, di incontrare i lavoratori. Per quanto ci riguarda avremmo preferito un confronto il più ampio possibile, ma siamo certi che l'iniziativa non ne risentirà".

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21 novembre: Festa dell' Albero

Ambiente: La Foresta che Avanza celebra la Festa dell’Albero, un arbusto in ogni Comune per dire ‘Mai più alluvioni’

Varese, 21 novembre – Un albero piantato in ogni Comune e striscioni con su scritto ‘’Amate gli alberi come amereste i vostri figli". Così la Foresta che Avanza ha ricordato anche quest’anno, come ogni 21 di Novembre, la Festa dell'Albero istituita in Italia da Arnaldo Mussolini. Una ricorrenza che il gruppo ambientalista ha voluto dedicare al popolo sardo, che, spiega in una nota il responsabile nazionale dell’associazione, Alberto Mereu, ‘’si trova ad affrontare con grande dignità una situazione tragica causata anche dall'incuria ambientale e da un dissesto idrogeologico provocato da chi sul grigio altare del profitto sacrifica il nostro patrimonio ambientale"."Riteniamo doveroso prenderci cura del nostro territorio con atti concreti e visibili da chiunque – spiega Mereu – e per questo siamo felici di portare avanti la tradizione della festa dell'albero. ‘Amate gli alberi come amereste i vostri figli’ si legge sui nostri striscioni, e la scelta di questa frase non è casuale: non vi è futuro senza figli, così come non vi è futuro ambientale senza alberi. Troppo spesso le istituzioni non danno il giusto peso all'ambiente portando le nuove generazioni a percepire gli alberi come accessori urbani, prosciugandoli del loro valore spirituale; noi crediamo che essi meritino di tornare alla giusta considerazione, della quale godevano in epoche più civili rispetto a quella che la nostra Nazione vive oggi’’

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