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CasaPound Pavia: assurde le pretese degli immigrati, in provincia gli italiani lasciati al loro destino

Borgo Priolo, 28 marzo – Nella notte CasaPound Pavia ha affisso a Borgo Priolo, piccolo comune dell'Oltrepo Pavese, uno striscione che reca la scritta "Accoglienza ed ospitalità: pretese ed incapacità", in merito alla rivolta degli immigrati all'agriturismo la "Torretta", che si lamentano per la scarsità del cibo e il sentirsi isolati. "Questo è l'ennesimo esempio della volontà di non volersi integrare da parte degli immigrati - afferma Jacopo Merlini responsabile provinciale di CasaPound - Pretese e piedi puntati sono solo una chimera per gli italiani, mentre a chi viene in Italia tutto è concesso". "Considerando che l'ospitalità viene data solo a chi sulla carta d'identità non ha la nazionalità italiana - continua Merlini - non capiamo le assurde pretese degli immigrati. Ma questo episodio deve farci riflettere sul fatto che non siamo in grado di accogliere più nessuno sul nostro territorio. Da una parte stiviamo hotel, agriturismi e case d'accoglienze di stranieri, dall'altra lasciamo che gli italiani vengano denigrati e abbandonati al proprio destino". "Gli immigrati - conclude CPI - si sono resi protagonisti di episodi di violenza, non permettendo agli operatori dell'agriturismo di svolgere il proprio lavoro. Probabilmente qualche politico prezzolato della zona scenderà in campo in nome dell'umanità e dell'accoglienza. Ma, al posto di continuare a vivere nel politicamente corretto, bisognerebbe aprire gli occhi e capire che la chiusura delle frontiere e la priorità degli italiani viene prima di tutto. Prima dei soldi e degli interessi, alla Mafia Capitale, per i soliti in doppio petto, locali e nazionali".

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CPI Lombardia: video della commemorazione in onore dei martiri delle foibe e degli esuli italiani di Istria, Fiume e Dalmazia a Pavia

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Foibe, io non scordo: fiaccolata a Pavia sabato 7 febbraio

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CasaPound: "In piazza con i dipendenti della Maugeri"

Pavia, 16 dicembre – Oggi una delegazione di CasaPound Italia è scesa in piazza al fianco dei dipendenti della Fondazione Maugeri.
"Come già fatto in passato- spiega in una nota Jacopo Merlini, responsabile provinciale di Cpi - oggi abbiamo voluto dimostrare solidarietà e contribuire alla battaglia intrapresa dai dipendenti della Fondazione. Negli ultimi mesi abbiamo contribuito alle proteste dei lavoratori, aderendo prima alla petizione popolare e successivamente con azioni volte a sensibilizzare maggiormente le Istituzioni sul problema. Pensiamo infatti -prosegue il responsabile locale- che gli innumerevoli errori dell'amministrazione non debbano ricadere sui dipendenti. Se la Fondazione Salvatore Maugeri negli anni si è guadagnata la fama di eccellenza in campo sanitario, a livello nazionale e internazionale, è grazie al lavoro di professionisti che con la loro dedizione, serietà e passione hanno contribuito in maniera determinante a far diventare la struttura un punto di riferimento per il servizio sanitario".

"Speriamo - conclude Cpi - che la situazione si risolva in tempi brevi con la proposta di un piano industriale serio che tenga conto di tutte le più che legittime richieste dei lavoratori e che, allo stesso tempo, non comprometta i più che eccellenti servizi di cui ha beneficiato tutta la cittadinanza."

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CasaPound Pavia: "Solidali con i dipendenti della Maugeri"

Pavia, 4 dicembre – “Stipendi e dignità per i dipendenti della sanità”. È quanto si legge sullo striscione affisso dai militanti di CasaPound Italia a sostegno dei lavoratori della Fondazione Salvatore Maugeri, vittime del dissesto finanziario e di politiche gestionali non trasparenti. "La Fondazione Salvatore Maugeri - spiega in una nota Jacopo Merlini, responsabile provinciale di Cpi - negli anni si è guadagnata la fama di eccellenza in campo sanitario, a livello nazionale e internazionale, grazie al lavoro di professionisti che con la loro dedizione, serietà e passione hanno contribuito in maniera determinante a far diventare la struttura un punto di riferimento per il servizio sanitario".

"Con la proposta di cambiare il contratto da pubblico a privato inevitabili saranno le ricadute su stipendi e pensioni. Non si può permettere – continua Merlini - che l'inefficiente gestione amministrativa comprometta in maniera irreparabile anni di lavoro e che, come al solito, debbano pagare i lavoratori, che si ritrovano senza stipendio, e i cittadini, per i quali sono a rischio i servizi forniti dalla Maugeri". "Speriamo - conclude Cpi - che tutto ciò non nasconda una manovra speculativa per rendere più appetibile la vendita della fondazione. La sanità non può essere determinata dai soliti interessi economici dei pochi".

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Voghera (PV): Dibattito pubblico sul 'Corporativismo del terzo millennio'.

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