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Acca Larenzia: CasaPound, striscioni per i martiri e il 7 gennaio marcia silenziosa contro l’odio antifascista

Roma, 5 gennaio - “7 gennaio: onore ai martiri di Acca Larenzia”. Questo lo striscione a firma CasaPound Italia affisso in oltre cento città italiane per ricordare Franco Bigonzetti, Francesco Ciavatta, Stefano Recchioni e tutte le vittime dell’odio antifascista in vista del 39esimo anniversario della strage avvenuta a Roma il 7 gennaio 1978.
“A pochi giorni dalla bomba esplosa davanti alla libreria ‘Il Bargello’ - sottolinea Cpi in una nota - vogliamo ricordare quante vittime ha già fatto l’odio politico e invitare istituzioni e partiti a opporsi con determinazione all’ottusità di chi ancora ritiene che uccidere un fascista non sia reato o che la libertà di espressione si possa soffocare nel sangue. Per questo invitiamo tutti coloro che intendono ribellarsi alla logica aberrante che ha armato la mano dei bombaroli antifascisti di Firenze a partecipare, sabato 7 gennaio a Roma, alla commemorazione dei martiri di Acca Larenzia, unendosi alla marcia silenziosa che partirà alle 17 dalla sede di CasaPound in via Napoleone III 8”.
 
 
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Basta degrado 3.0, CasaPound torna in Piazza San Bovo a Voghera

 

CasaPound Italia Pavia torna in Piazza San Bovo, per la terza volta in tre anni, con un presidio notturno sabato 10 dicembre dalle ore 21:00 fino a tarda notte. I militanti della tartaruga frecciata si schierano al fianco dei cittadini contro il degrado che da ormai troppo tempo ha colpito Voghera. La città deve tornare a vivere. Ci vogliono spazi aggregativi per la cittadinanza, in modo da rendere la vita stessa del centro abitato una garanzia spontanea a favore della sicurezza. Servono maggiori controlli e meno chiacchiere da parte dei politici locali. Le riunioni, le tavole rotonde, i banchetti mattutini lontani dai pericoli della sera e le parole sui giornali rimangono lettera morta, mentre l'insicurezza fagocita Voghera da San Bovo alle periferie passando per Piazzale Marconi. Sabato non prendere impegni, DIFENDI VOGHERA insieme a noi.

 

basta degradonuovo

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Casteggio: CasaPound in piazza con i cittadini, "No all'arrivo di nuovi immigrati"

Casteggio, 4 dicembre - "Non possiamo permettere che Casteggio venga invasa". CasaPound Italia Pavia è scesa in piazza con i cittadini di Casteggio per dire no all'arrivo di nuovi stranieri nel comune. "Difendiamo le nostre città", si leggeva sullo striscione di Cpi.

"I residenti della zona, - si legge in una nota del movimento - spaventati dai lavori che sono iniziati per riqualificare una palazzina disabitata, ci hanno contattato. Sono stati visti operai portare nella struttura brande e materassi, a che pro? Tutto tace. Nessuno dà risposte alle preoccupazioni dei cittadini, per questo abbiamo deciso, in questo clima d'incertezza, di affiancarli nella loro legittima protesta".

"Casteggio - conclude Cpi Pavia - con i suoi 42 immigrati accolti, ha già ampiamente sfondato la soglia del 3x1000 (3 stranieri ogni mille abitanti) e la possibilità che si crei un ghetto all'interno del paese è alto. In questa battaglia saremo, passo dopo passo, al fianco dei casteggiani perché le nostre città non possono morire d'immigrazione"

 

Video:

 https://www.youtube.com/watch?v=jJuU5B9C1GY

 https://www.youtube.com/watch?v=jwuqFLk9zhw

casteggiocasteggiocasteggiocp4

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“Meno ruspe più barricate”, striscioni a firma CasaPound in 100 città italiane per Di Stefano libero

Roma, 2 dicembre - "Meno ruspe più barricate. Simone Di Stefano libero". Striscioni a firma CasaPound Italia sono stati affissi nella notte in cento città italiane in solidarietà al vicepresidente di Cpi ai domiciliari dal 29 settembre scorso per essersi pacificamente opposto al brutale sgombero eseguito dai vigili urbani nei confronti di due famiglie italiane in stato di grave disagio sociale dalla palazzina di via del Colosseo che occupavano da 30 anni pagando peraltro una indennità di occupazione al Comune.
“Mentre assassini, stupratori, mafiosi, corrotti e corruttori si aggirano liberi per le nostre città – sottolinea il leader di CasaPound Italia Gianluca Iannone –, da oltre due mesi Simone Di Stefano è in stato di detenzione con la sola accusa di avere difeso due famiglie dalla violenza, cieca e gratuita, di chi ha voluto cacciarle di casa senza offrire loro alcuna alternativa possibile. Un’ulteriore medaglia sul suo petto, dopo la condanna per ‘furto’ di bandiera inflittagli per aver strappato il vessillo dell’Unione europea dalla sede della Rappresentanza dell’Ue in Italia”.
“Intanto – aggiunge Iannone -, mentre il palazzo di via del Colosseo 73 è vuoto e in abbandono e le famiglie di Massimo e Laura sono costrette a vivere nella precarietà, affidandosi alla generosità di chi le ospita, il Campidoglio ha pensato bene di buttare in mezzo a una strada altre famiglie in difficoltà, come quella di Maria Noemi, la bambina disabile al 100% che rischia di dover lasciare l’appartamento assegnato ai suoi genitori 10 anni fa proprio per far fronte alla sua disabilità, o anche quella di Mirella Scuccato, 75enne invalida al 100% a causa del parkinson, che si è vista annullare l’assegnazione della casa popolare dove vive con i suoi 4 figli dal 2007. All’Italia servono meno ruspe e più barricate, agli italiani serve il coraggio di Simone Di Stefano”, conclude Iannone.
 
 
 
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Grecia: CasaPound ricorda ‘Manolis e Giorgos Immortali’, striscioni in cento città e delegazione a commemorazione Atene

Roma, 2 novembre - Striscioni in cento città italiane con la scritta “Manolis e Giorgos Immortali” e la presenza di una delegazione di Cpi alla commemorazione organizzata ad Atene da Alba dorata: così, anche quest’anno, CasaPound Italia ha voluto ricordare Manolis Kapelonis e Giorgos Fountoulis, i due militanti di Alba Dorata assassinati ad Atene il 1 novembre del 2013.
"Manolis e Giorgos sono nostri fratelli: avevano scelto di impegnarsi per la loro Nazione senza chiedere nulla in cambio, come ogni giorno fanno i militanti di CasaPound nelle strade e nelle piazze di tutta Italia - sottolinea in una nota il leader di CasaPound Gianluca Iannone – A tre anni dal loro insensato e brutale assassinio vogliamo ricordarli come un eterno esempio di militanza e sacrificio”.

 

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Sgombero Colosseo, striscioni CasaPound in 100 città: "Difendere gli italiani non è reato. Simone Di Stefano libero"

Milano, 26 ottobre - "Difendere gli italiani non è reato. Simone Di Stefano libero". Questi gli striscioni affissi questa notte in cento città italiane in solidarietà a Simone Di Stefano, il vicepresidente di CasaPound Italia ai domiciliari dal 29 settembre scorso per essersi pacificamente opposto al brutale sgombero di due famiglie italiane in stato di grave disagio sociale dalla palazzina di via del Colosseo che occupavano da 30 anni, pagando peraltro una indennità di occupazione al Comune.
 
"Simone Di Stefano è ai domiciliari da quasi un mese per avere difeso due famiglie italiane con anziani e disabili dalla violenza inumana di uno sgombero senza alternative - sottolinea il leader di CasaPound Gianluca Iannone - E da quasi un mese quelle stesse famiglie sono costrette a vivere dell'ospitalità di chi le ha accolte, senza nessuna prospettiva per il futuro. Il Campidoglio, infatti, dopo averle messe in mezzo a una strada, non solo non ha trovato per loro nessuna soluzione nemmeno temporanea ma in questi 27 giorni non si è mai degnato di contattarle o riceverle. A prescindere da quale sia il prezzo da pagare, CasaPound continuerà ad essere al loro fianco e al fianco di tutti gli italiani di cui Pd e M5S pensano di poter fare carne da macello perché non hanno padrini a cui votarsi".
 
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