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Monza: CasaPound in Consiglio comunale, «Intollerabile la situazione di Via Asiago: servono soluzioni immediate»

Monza, 10 aprile – «Basta business dell'accoglienza». È quanto si legge sullo striscione esposto dai militanti di CasaPound Italia Milano, insieme ad alcuni abitanti di via Asiago, nel corso della seduta del Consiglio comunale di Monza.
«È inammissibile – spiega Massimo Trefiletti, responsabile di CasaPound Milano - che in un condominio abitato da poche famiglie vengano alloggiati quasi cento profughi, trasformando inevitabilmente la zona in un vero e proprio ghetto, in cui gli italiani sono condannati a diventare estranei in casa loro».
«Nella stessa situazione – continua Trefiletti – sono costretti a vivere anche i residenti di via Veneto e della più centrale via Manzoni, per non parlare del degrado e degli episodi di criminalità e spaccio che interessano la zona della Stazione. Non è più accettabile – sottolinea ancora il dirigente di Cpi - che i cittadini diventino le vittime da sacrificare sull’altare di un business che si maschera da "politica dell’accoglienza", ma in realtà serve solo a ingrassare le cooperative di turno».

«A Monza, come in decine di altre città in tutto il territorio lombardo – aggiunge Angela De Rosa, portavoce di Cpi Milano - prefettura e amministrazione comunale non riescono a far fronte al problema, ma, invece di chiedere al governo di fermare il continuo flusso di immigrati che alimenta situazioni di degrado, si rendono complici dell'invasione a spese dei cittadini italiani. Anche le soluzioni proposte in Consiglio comunale non hanno senso: spostare i profughi da una zona all'altra della città – sottolinea De Rosa - non risolve il problema e i cittadini sono stanchi di essere presi in giro».
«È ora di dire basta: servono azioni chiare e concrete che – concludono i dirigenti di Cpi - portino alla chiusura degli attuali centri di accoglienza, restituendo ai cittadini quei quartieri che sono stati loro tolti per la complice l'inadeguatezza della politica».
 
consigliomonza
 
 
 
Video in diretta dal consiglio comunale
 
 
 
 
 
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Acca Larenzia: CasaPound, striscioni per i martiri e il 7 gennaio marcia silenziosa contro l’odio antifascista

Roma, 5 gennaio - “7 gennaio: onore ai martiri di Acca Larenzia”. Questo lo striscione a firma CasaPound Italia affisso in oltre cento città italiane per ricordare Franco Bigonzetti, Francesco Ciavatta, Stefano Recchioni e tutte le vittime dell’odio antifascista in vista del 39esimo anniversario della strage avvenuta a Roma il 7 gennaio 1978.
“A pochi giorni dalla bomba esplosa davanti alla libreria ‘Il Bargello’ - sottolinea Cpi in una nota - vogliamo ricordare quante vittime ha già fatto l’odio politico e invitare istituzioni e partiti a opporsi con determinazione all’ottusità di chi ancora ritiene che uccidere un fascista non sia reato o che la libertà di espressione si possa soffocare nel sangue. Per questo invitiamo tutti coloro che intendono ribellarsi alla logica aberrante che ha armato la mano dei bombaroli antifascisti di Firenze a partecipare, sabato 7 gennaio a Roma, alla commemorazione dei martiri di Acca Larenzia, unendosi alla marcia silenziosa che partirà alle 17 dalla sede di CasaPound in via Napoleone III 8”.
 
 
Striscioni Lombardia:
 
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“Meno ruspe più barricate”, striscioni a firma CasaPound in 100 città italiane per Di Stefano libero

Roma, 2 dicembre - "Meno ruspe più barricate. Simone Di Stefano libero". Striscioni a firma CasaPound Italia sono stati affissi nella notte in cento città italiane in solidarietà al vicepresidente di Cpi ai domiciliari dal 29 settembre scorso per essersi pacificamente opposto al brutale sgombero eseguito dai vigili urbani nei confronti di due famiglie italiane in stato di grave disagio sociale dalla palazzina di via del Colosseo che occupavano da 30 anni pagando peraltro una indennità di occupazione al Comune.
“Mentre assassini, stupratori, mafiosi, corrotti e corruttori si aggirano liberi per le nostre città – sottolinea il leader di CasaPound Italia Gianluca Iannone –, da oltre due mesi Simone Di Stefano è in stato di detenzione con la sola accusa di avere difeso due famiglie dalla violenza, cieca e gratuita, di chi ha voluto cacciarle di casa senza offrire loro alcuna alternativa possibile. Un’ulteriore medaglia sul suo petto, dopo la condanna per ‘furto’ di bandiera inflittagli per aver strappato il vessillo dell’Unione europea dalla sede della Rappresentanza dell’Ue in Italia”.
“Intanto – aggiunge Iannone -, mentre il palazzo di via del Colosseo 73 è vuoto e in abbandono e le famiglie di Massimo e Laura sono costrette a vivere nella precarietà, affidandosi alla generosità di chi le ospita, il Campidoglio ha pensato bene di buttare in mezzo a una strada altre famiglie in difficoltà, come quella di Maria Noemi, la bambina disabile al 100% che rischia di dover lasciare l’appartamento assegnato ai suoi genitori 10 anni fa proprio per far fronte alla sua disabilità, o anche quella di Mirella Scuccato, 75enne invalida al 100% a causa del parkinson, che si è vista annullare l’assegnazione della casa popolare dove vive con i suoi 4 figli dal 2007. All’Italia servono meno ruspe e più barricate, agli italiani serve il coraggio di Simone Di Stefano”, conclude Iannone.
 
 
 
Foto striscioni Lombardia
 
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Grecia: CasaPound ricorda ‘Manolis e Giorgos Immortali’, striscioni in cento città e delegazione a commemorazione Atene

Roma, 2 novembre - Striscioni in cento città italiane con la scritta “Manolis e Giorgos Immortali” e la presenza di una delegazione di Cpi alla commemorazione organizzata ad Atene da Alba dorata: così, anche quest’anno, CasaPound Italia ha voluto ricordare Manolis Kapelonis e Giorgos Fountoulis, i due militanti di Alba Dorata assassinati ad Atene il 1 novembre del 2013.
"Manolis e Giorgos sono nostri fratelli: avevano scelto di impegnarsi per la loro Nazione senza chiedere nulla in cambio, come ogni giorno fanno i militanti di CasaPound nelle strade e nelle piazze di tutta Italia - sottolinea in una nota il leader di CasaPound Gianluca Iannone – A tre anni dal loro insensato e brutale assassinio vogliamo ricordarli come un eterno esempio di militanza e sacrificio”.

 

Foto striscioni lombardi

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Brescia
 
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Lecco
 
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Legnano (MI)
 
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Voghera (PV)
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Immigrazione: da CasaPound Milano un conto alla rovescia per l'apertura della Montello, "Sarà un punto di non ritorno"

Milano, 25 Ottobre - C'è scritto "-7" sui manifesti affissi da CasaPound Italia Milano nei pressi della Caserma Montello. Meno 7 giorni al 1 novembre, giorno in cui i primi richiedenti asilo varcheranno le porte della struttura, riadattata a centro di accoglienza. Si tratta di un countdown per sottolineare che quella data rappresenterà un punto di non ritorno per il quartiere.

"Nella caserma - ricorda il responsabile milanese di Cpi, Massimo Trefiletti - alloggeranno più di 300 profughi, che si aggiungono ai 4000 già ospitati in città, con costi e problemi che sono sotto gli occhi di tutti. Una situazione ormai insostenibile".

"Da oggi iniziamo a contare i giorni che mancano al 1 novembre, quando aprirà il nuovo centro di accoglienza: è un conto alla rovescia verso il disastro cui andiamo incontro con le politiche suicide di questo governo, delle quali la Caserma Montello è un esempio perfetto".

 

 

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Sgombero Colosseo, striscioni CasaPound in 100 città: "Difendere gli italiani non è reato. Simone Di Stefano libero"

Milano, 26 ottobre - "Difendere gli italiani non è reato. Simone Di Stefano libero". Questi gli striscioni affissi questa notte in cento città italiane in solidarietà a Simone Di Stefano, il vicepresidente di CasaPound Italia ai domiciliari dal 29 settembre scorso per essersi pacificamente opposto al brutale sgombero di due famiglie italiane in stato di grave disagio sociale dalla palazzina di via del Colosseo che occupavano da 30 anni, pagando peraltro una indennità di occupazione al Comune.
 
"Simone Di Stefano è ai domiciliari da quasi un mese per avere difeso due famiglie italiane con anziani e disabili dalla violenza inumana di uno sgombero senza alternative - sottolinea il leader di CasaPound Gianluca Iannone - E da quasi un mese quelle stesse famiglie sono costrette a vivere dell'ospitalità di chi le ha accolte, senza nessuna prospettiva per il futuro. Il Campidoglio, infatti, dopo averle messe in mezzo a una strada, non solo non ha trovato per loro nessuna soluzione nemmeno temporanea ma in questi 27 giorni non si è mai degnato di contattarle o riceverle. A prescindere da quale sia il prezzo da pagare, CasaPound continuerà ad essere al loro fianco e al fianco di tutti gli italiani di cui Pd e M5S pensano di poter fare carne da macello perché non hanno padrini a cui votarsi".
 
Foto striscioni lombardi:
 
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