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Renzi a Bergamo: CasaPound gli dà il benvenuto, “Gli 80 euro? Una bischerata. Vada a casa”

Bergamo, 20 maggio – “Gli 80 euro in busta paga? Una bischerata!”. È questo il testo dello striscione affisso dai militanti di CasaPound Bergamo, in occasione della visita in città del presidente del Consiglio, Matteo Renzi.

“Gli 80 euro in più in busta paga – si legge in una nota di Cpi - saranno vanificati dall'aumento delle tasse locali, come Imu, Tasi e Tares. Quindi, saranno del tutto ininfluenti per i bilanci delle famiglie italiane e per la ripresa economica della nazione”.

“Le risposte che questo governo non eletto ha da dare agli italiani sono solo palliativi inadeguati alla soluzione della crisi che sta attanagliando le famiglie. Renzi – conclude Cpi – invece di andare in giro a fare campagna elettorale, farebbe bene ad andare a casa”.

 

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renzi bischerata

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Venner, striscioni di CasaPound in 50 città in onore dello scrittore dal “cuore ribelle"

Milano, 21 maggio - “Onore a Dominique Venner, cuore ribelle’’. Questa la scritta sugli striscioni affissi in una cinquantina di città italiane dai militanti di CasaPound Italia per ricordare lo storico francese che si è dato volontariamente la morte il 21 maggio di un anno fa a Notre Dame, a Parigi. La figura dello scrittore verrà peraltro commemorata stasera nella sede romana di Cpi, in via Napoleone III numero 8, alle 21, grazie ai ricordi personali di Fabrice, l'uomo scelto da Venner come testimone nel momento del suo estremo sacrificio, compiuto per svegliare gli europei dal sonno della decadenza.

 

www.casapounditalia.org

 

Foto striscioni in Lombardia

 

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Bergamo: Conferenza di CasaPound sui marò, Luigi Di Stefano illustra la perizia tecnica che spiega perché sono innocenti

Bergamo, 26 marzo - Ci sono davvero prove a carico di Salvatore Girone e Massimiliano Latorre? E cosa è successo al largo del Kerala il 15 febbraio 2012? Perché a oltre due anni dall'accaduto l'India non è stata in grado di formulare dei capi d'accusa chiari? A queste e altre domande risponderà, sabato 29, alle ore 15, in via dei carpinoni 20, a Bergamo, Luigi Di Stefano, nell'ambito della conferenza "Libertà per i nostri marò", promossa da CasaPound Italia. Di Stefano, perito giudiziario con quasi venti anni di esperienza su indagini aeronautiche, che tra l'altro è stato consulente per Ustica, ha redatto una perizia tecnica che dimostra l'innocenza dei due marò e che smonta le ipotesi accusatorie indiane, mettendo in luce la parzialità delle indagini e la costruzione strumentale di prove a carico. L'incontro sarà moderato da Gianluca Veneziani, giornalista.

 

Info:

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CasaPound ricorda le vittime delle foibe con manifesti e striscioni a Lecco e Bergamo

Lecco: Manifesti choc per ricordare le vittime delle foibe, CasaPound “ecco cosa accadde agli italiani” 

Lecco, 9 febbraio – Manifesti che raccontano, attraverso la crudezza delle immagini, cosa fu la tragedia delle foibe. Ad affiggerli sul Lungolago, in occasione del Giorno del ricordo, è stata CasaPound Italia, per ricordare che nella ricorrenza del 10 febbraio si commemora il sacrificio di migliaia di italiani massacrati nell’ ambito di quella che fu una vera e propria pulizia etnica da parte dei partigiani titini.

“Sono passati dieci anni dall’ istituzione del Giorno del ricordo e, come accaduto in diverse città della Lombardia, ancora assistiamo a meschini tentativi di negazionismo e revisionismo. L’esodo e i massacri delle foibe – si legge in una nota di Cpi - furono un crimine contro il nostro popolo. Ormai è una realtà storicamente accertata, eppure c’è ancora chi si ostina a negarlo per ragioni ideologiche”. 

“A queste persone che insultano la memoria delle vittime, la storia d’Italia e l’appartenenza alla nostra comunità nazionale – si legge ancora – rispondiamo con immagini che danno la misura di cosa avvenne davvero nell’ immediato dopo guerra. Pensiamo che questo sia il primo, dovuto omaggio alle vittime: salvaguardare la memoria del loro sacrificio, respingendo ogni tentativo di ricacciarle nel dimenticatoio dove per decenni sono state relegate da istituzioni pavide e apparati della sinistra, per i quali il buon nome dell’ideologia valeva più della vita di migliaia di italiani”.

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Anche a Bergamo vengono ricordati i 20.000 italiani barbaramente massacrati, torturati e gettati nelle foibe con 2 striscioni affissi in città.

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"Chi lotta non muore mai": CasaPound ricorda Dmytro in 50 città

Bergamo, 5 febbraio - "Chi lotta non muore mai. Dmytro con noi". È questa la scritta sugli striscioni affissi da CasaPound Italia in 50 città in onore del ventitreenne di Lviv (Ucraina), che ha perso la vita un anno fa travolto da un treno durante l’affissione di uno striscione di solidarietà per i militanti di Cpi Napoli, coinvolti in un assurdo caso di malagiustizia.

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Bergamo
 

 

 
 
 
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CPI Bergamo: "Electrolux: a 700 euro non si lavora, si muore. Grazie Unione Europea".

Azzano San Paolo (Bergamo), 1 Febbraio - ''Se stare nell'Unione europea vuol dire una corsa al ribasso di salari e tutele sociali allora è meglio starne fuori. L'Italia non sarà mai il Bangladesh d'Europa''. Lo afferma in una nota il vicepresidente di CasaPound Italia Simone Di Stefano che boccia come ''indecente e inaccettabile'' la proposta della proprietà svedese di Electrolux di dimezzare gli stipendi negli stabilimenti italiani della società per allinearli a quelli polacchi, nel frattempo peraltro chiudendo la fabbrica pordenonese.

Secondo Di Stefano, ''le responsabilità della disastrosa situazione in cui versa il sistema industriale italiano sono l'ovvia conseguenza della gestione di questo paese negli ultimi 20 anni da parte di una classe politica composta da camerieri dei poteri forti e dell'Ue, che continua ad abbassare la testa, non esitando a sacrificare il futuro del proprio popolo in nome di quei trattati che ci obbligheranno a pagare 50 miliardi da quest'anno''.

''Intervenire in questo sistema economico comatoso è fondamentale - prosegue il vicepresidente di Cpi - tagliare le tasse sul lavoro per favorire investimenti esterni, snellire la macchina farraginosa della burocrazia e rivedere le forme di alcuni contratti è una priorità da affrontare, ma senza intaccare i diritti sociali dei lavoratori, sacrificati più volte in nome di quella cosiddetta competitività, oramai divenuta sinonimo di precarietà. E' inaccettabile che l'Italia diventi il Bangladesh d'Europa, un paese dove si vorrebbe produrre senza diritti sociali, senza regole ambientali e con un sindacato fantoccio e sterile nelle proposte. Occorre che lo Stato intervenga con urgenza nell'economia reale e riscopra il suo ruolo di attore principale per il bene della Nazione, sottraendosi al ruolo infame di esattore delle tasse di Bruxelles''.

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