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Bergamo: CasaPound a Gori, “L’immigrazione è schiavismo. Dopo la marcia, mancano solo le catene: te le regaliamo noi”

Bergamo, 20 maggio – “L’immigrazione è schiavismo. Gori, le catene te le regaliamo noi”. E’ quando si legge sui manifesti affissi al Comune, da CasaPound Italia Bergamo alla vigilia della manifestazione pro-immigrazione a Milano, alla quale parteciperà anche il sindaco Giorgio Gori. Insieme ai manifesti, i militanti di Cpi hanno lasciato anche delle catene, simbolo della nuova schiavitù prodotta dall’immigrazione incontrollata. 

"Sempre in prima linea sull'accoglienza ma assente in città, Gori - afferma Mario Torri, portavoce del movimento - dimostra ancora una volta le sue priorità politiche: cittadinanza agli extracomunitari e pubblicità buona ai fini elettorali".

"Bergamo – prosegue l’esponente di Cpi - si ritrova abbandonata a se stessa, con frequenti episodi di violenza ignorati da istituzioni troppo impegnate a promuovere i diritti dei non italiani per difendere quelli dell'intera comunità bergamasca".

"Mentre dalla cronaca emergono i rapporti limacciosi tra Ong, cooperative e scafisti, esiste tutta una classe dirigente che si ostina a non voler vedere cosa si nasconde dietro all’ondata migratoria e a non voler capire che gli unici a trarne vantaggio sono i nuovi schiavisti. Gori, con le sue proposte per una integrazione di facciata, come quella di mettere i migranti a fare i guardiani dei parchi per bambini, conferma di far parte a pieno titolo di quella classe dirigente cieca, più che miope. Per questo - conclude Torri - gli doniamo delle catene: perché si renda conto appieno delle conseguenze della sua politica".

 

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Bergamo: Conferenza "Sergio Ramelli - storia, vita, lotta."

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Romano di Lombardia: CasaPound contro il progetto Racaras, “Se i rom lasciano precocemente le case, il Comune le riassegni a chi ne ha veramente bisogno”

Romano di Lombardia, 9 aprile – “Per l'integrazione fondi e appartamenti, per il cittadino tasse e delinquenti”. È quanto si legge sullo striscione affisso da CasaPound Italia Bergamo a Romano di Lombardia. 
"Da cinque anni ci viene detto e ripetuto che i Comuni non hanno fondi per progetti di sostegno alle famiglie bisognose, ma come al solito – si legge in una nota di CasaPound Italia Bergamo - se viene sventolata la bandiera della ‘integrazione’ miracolosamente appaiono case popolari e programmi d'aiuto". 

"La giunta di Romano – ricorda la nota - ha finanziato un accordo con la Caritas attingendo dalle tasche dei cittadini 6mila euro per, si legge nel progetto del Comune, ‘scongiurare l’abbandono precoce dell’appartamento’ da parte dei rom cui è stata assegnata una casa popolare. Siamo alla follia. Ci sono molte famiglie in emergenza abitativa che vorrebbero con tutto il cuore riuscire a ottenere l’assegnazione di una casa popolare, ma il Comune che fa? Stanzia soldi per convincere chi non la vuole a restarci”. 
“Per l’amministrazione gli italiani in difficoltà ormai non sono neanche più cittadini di serie B, sono cittadini di serie Z. Se i rom abbandonano precocemente le case popolari, è evidente che non ne sentono il bisogno e forse è anche il caso di dire che non le ‘meritano’. Il Comune – conclude Cpi - invece di sprecare soldi per cercare di convincerli a restare, dia un segnale di equità sociale: le riassegni a chi ne ha davvero bisogno”.

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Bergamo: CasaPound ripulisce il campo Utili, "Ora venga attrezzato per i cittadini"

Bergamo, 01 Aprile – Riqualificare il campo "Generale Utili", facendone un giardino attrezzato per i cittadini. È quanto chiede CasaPound Italia Bergamo, che nella mattinata ha ripulito l'area, da tempo ormai in condizioni di abbandono e degrado.

"Abbiamo deciso di intervenire in questa zona, impegnandoci per ripulirla - spiega il portavoce di Cpi Bergamo, Mario Torri - dopo alcune segnalazioni dei cittadini, che lamentavano lo stato di abbandono in cui era lasciata dal Comune.”

“Malgrado in passato le condizioni del campo avessero già suscitato l'attenzione della stampa – prosegue Torri – l’amministrazione non è stata in grado di mettere in atto un piano efficace di riqualifica”.

“Con la nostra azione di pulizia e denuncia – conclude il portavoce di CasaPound Bergamo – chiediamo un intervento reale dell’amministrazione comunale per la bonifica del sito e proponiamo di mettere parte di questi spazi a disposizione dei cittadini, con l’installazione di panchine e giochi per i bambini".

 

 

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Bergamo: CasaPound contro lo ius soli, "L'identità non è burocrazia"

Bergamo, 01 Aprile- "L'identità non è burocrazia. No ius soli". È quanto si legge sullo striscione affisso da CasaPound Italia Bergamo sotto la Torre dei Caduti.

"Il sindaco Gori, invece di andare a fare comizi per chiedere una accelerazione della legge sullo Ius soli - si legge in una nota del movimento - pensi a garantire i servizi ai cittadini di Bergamo".

"La legge per regalare la cittadinanza a chiunque nasca in Italia - prosegue Cpi - deformerebbe il concetto stesso di cittadinanza".

"Essere cittadini di uno stato, usufruire dei pubblici servizi, fare parte di una comunità umana -sottolinea ancora il movimento - sono elementi strettamente interconnessi, che non possono essere ridotti alla sola presenza sul territorio nazionale e men che meno alla semplice nascita al suo interno".

"Sangue e suolo, come lingua, storia e tradizioni -conclude Cpi Bergamo- compongono il mosaico dell'italianità ed è assurdo pensare di stravolgere l'idea stessa di italiani e colpire ulteriormente l'identità nazionale".

 

 

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Treviglio (BG): "La vostra 'integrazione' la nostra insicurezza". CasaPound protesta per gli immigrati nelle scuole.

Bergamo, 16 marzo - "La vostra 'integrazione' la nostra insicurezza". È quanto si legge sullo striscione affisso da CasaPound Italia Bergamo a Treviglio contro l’utilizzo di profughi nelle scuole primarie della città.

"Troviamo inopportuno - si legge in una nota del movimento - l’utilizzo di soggetti terzi all'interno degli istituti scolastici, anche se per lavori manuali".

"Gli istituti di Treviglio ospitano profughi non preparati né controllati e - sottolinea ancora Cpi - non è accettabile che a fare le spese di provvedimenti dal mero sapore propagandistico siano i bambini delle scuole elementari e medie. Il sistema dell'accoglienza rimane fallimentare, alimentato da interessi prettamente economici e politici e calato dall’alto. È ora di smetterla - conclude la nota- con queste scelte scellerate".

 

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