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Stupro nel centro di accoglienza: CasaPound, “Ora basta”

Fontanella, 23 settembre – “Refugees not welcome”, “Basta centri d’accoglienza”, “Ora basta profughi”. È quanto si legge sugli striscioni affissi da CasaPound Italia Bergamo in vari paesi della bassa bergamasca, dopo che l’ennesimo caso di stupro in un centro d’accoglienza si è verificato in questo territorio. 

“Ancora una volta ci troviamo di fronte ai frutti dell’accoglienza indiscriminata: fra i finti profughi – si legge in una nota del movimento - si nascondono veri criminali, senza che da parte delle autorità italiane vi sia un controllo. In Italia arriva di tutto: arrivano i due richiedenti asilo che hanno salvato l’operatrice, ma arrivano anche il suo stupratore e quelli come lui, di cui le cronache sono piene. Quando scopriamo la differenza è già troppo tardi”.
“Il filtro – conclude Cpi Bergamo - deve essere a monte: chi è un vero profugo viene accolto; tutti gli altri no. La libertà degli italiani di vivere serenamente a casa loro non può essere svenduta per far ingrassare i signori dell’accoglienza e il loro business”.

 

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Bergamo: CasaPound contro il parcheggio multipiano alla Fara, “Fermiamo questo scempio”

Bergamo, 22 settembre - “Un parcheggio sul patrimonio dell’umanità: uno scempio per questa città!”. È quanto si legge sullo striscione affisso da CasaPound Italia Bergamo per protestare contro il parcheggio multipiano alla Fara, in Città Alta. 

“Questo parcheggio – commenta il portavoce provinciale del movimento, Mario Torri – è un crimine contro la città: distrugge il suo più grande patrimonio culturale. Il sito è da quest’anno patrimonio dell’Unesco, si trova in una zona non adatta alla costruzione, infatti abbiamo già assistito a una frana”.
“Come se ciò non bastasse – prosegue l’esponente di Cpi Bergamo- la ditta appaltatrice dei lavori è stata appena condannata per l’occultamento di rifiuti all’interno di un suo cantiere”.
“Il Comune – ricorda Torri - malgrado una raccolta firme e una campagna dei cittadini contro questo progetto, si è trincerato dietro le penali che dovrebbe pagare in caso di interruzione dei lavori, parlando di cifre altissime, senza però mai quantificarle e renderle pubbliche”.
“Ricordiamo inoltre che né l’attuale amministrazione di centrosinistra, né la precedente amministrazione di centrodestra hanno fatto nulla per evitare questo progetto. CasaPound Bergamo – conclude Torri – come sempre è al fianco dei cittadini e con loro chiede un’immediata interruzione dei lavori nel rispetto della città e dei bergamaschi”.

 

Fara

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Barriere antiterrorismo: CasaPound, “Invece delle strade, chiudiamo le frontiere”

Bergamo, 26 agosto – “Invece delle strade, chiudiamo le frontiere”. E’ quanto si legge sullo striscione affisso da CasaPound Italia Bergamo per protestare contro i blocchi di cemento armato posizionati in zona Sentierone come misura preventiva ad attacchi terroristici.

“Mentre il sindaco Gori insiste con la sua campagna immigrazionista – si legge in una nota del movimento - in città vengono allestite misure per bloccare eventuali ‘emulatori’ delle Ramblas o della Promenade des Anglais. Una situazione paradossale e assurda”.

“Il nostro movimento - prosegue Cpi Bergamo - denuncia da anni gli effetti negativi dell’immigrazione selvaggia nel nostro Paese e da anni chiede misure serie per bloccarla. I sostenitori dell’accoglienza senza se e senza ma, di fatto fautori dell’invasione, sostenevano che fosse impossibile. Oggi, invece, si scopre che il blocco degli sbarchi era non solo possibile, ma a portata di mano”.

“Questa strada è stata intrapresa con colpevole ritardo: ci ritroviamo con una situazione sociale al collasso e con un problema di sicurezza così grave da dover piazzare blocchi di cemento nei centri cittadini. Quindi lo ribadiamo: invece di chiudere le città - conclude CasaPound - si chiudano le frontiere una volta per tutte, dicendo basta alla follia immigrazionista e ammettendo che il sogno multietnico di pochi si è trasformato in un incubo per tutti”.

 

Barriere antiterrorismo 1

 

Barriere antiterrorismo 2

 

 

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Bergamo: CasaPound, “Dal Comune ennesimo progetto ipocrita: i richiedenti asilo non stanno in panchina? Vero, stanno a carico nostro”

Bergamo, 12 agosto – “Io non sto in panchina, ma a carico vostro”. È quanto si legge sui volantini messi da CasaPound Italia Bergamo sulle panchine riverniciate nell’ambito del progetto “Io non sto in panchina”, avviato dal Comune con la cooperativa Ruah.

“Ancora una volta – spiega il portavoce cittadino del movimento, Mario Torri - il sindaco Gori tenta di catturare consensi con una campagna propagandistica sui presunti profughi richiedenti asilo".
"Con il progetto ‘Io non sto in panchina’ - prosegue Torri - il sindaco vorrebbe legittimare agli occhi dei cittadini il business dell'accoglienza, tentando di far dimenticare il degrado generato dall'immigrazione scellerata degli ultimi anni. Peccato che non basti una mano di vernice a nasconderlo, né a nascondere l’impatto economico e sociale di questa situazione”.
"I circa 2500 richiedenti asilo che secondo i dati ufficiali sono stati ‘accolti’ nella nostra provincia, dei quali quasi 550 in città, infatti – conclude Torri - costano allo Stato italiano 87.500 euro al giorno: se non stanno in panchina, sono comunque a carico degli italiani e non sarà una trovata propagandistica a cambiare la realtà”

 

Panchine 1

 

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Panchine 5

 

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Bergamo: Conferenza "I fuorilegge della letteratura (Ballard, Burroughs, Céline)"

Conf. i fuorilegge

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Bergamo: CasaPound ricorda Antonio Locatelli, “Eroe bergamasco”

"ANTONIO LOCATELLI

Non è da tutti sfidare la morte in tempo di guerra e in tempo di pace. Rifiutare perennemente gli onori per lasciar spazio agli oneri. 

Non è da tutti avere poco più di 20 anni e volare come un aquila tra le nuvole , cosciente di poter essere l'ultimo volo. Ondeggiare sopra le linee nemiche , schivando gli sharpnel nemici per poi premere la leva del gas del biplano e gettarsi a bassa quota sopra le linee avversarie con l'incessante fuoco incrociato delle raffiche austriache , trasportato dal poderoso boato del 6 cilindri a piena potenza , dai fischi dei proiettili , e dai sordi battiti della tela dell'aereo colpita.

Il tutto osservando con le spesse lenti da aviatore le postazioni, "mitragliando" di fotografie il nemico , tenendo i comandi con le gambe mentre si annotavano le descrizioni e le posizioni esatte delle artiglierie nemiche, focalizzando ed avendo costantemente impresso il principio che ogni foto d'avanscoperta eseguita avrebbe salvato migliaia di italiani, e allo stesso tempo, distrutto il nemico. Ogni errore poteva causare la morte dei propri fratelli.

E sopra quell'inferno di fuoco concentrato su se stesso, infine , dover tener conto di combattere altri aerei,se necessario,con un aereo Ansaldo che di certo non era nato come caccia.

Quanto basta per avere i requisiti dell' eroe.

E di fronte a queste azioni, che Antonio Locatelli, il nostro illustre compaesano, si guadagnò la prima medaglia d'oro al valor militare , unita a diverse d'argento : Volando sopra il nemico per fotografarlo costantemente , valutare ogni suo minimo movimento , incurante di ogni eventualità.

Definito da D'Annunzio "il mio leone di guardia" , Locatelli portò il Vate sopra Vienna, insieme anche ad un altro bergamasco d'adozione, Sarti , per scaricar loro non dei carichi di morte, bensì manifesti per dimostrare al nemico che noi avevamo degli eroi che tutto potevano e che non avevano paura di sfidare il nemico sopra i cieli della sua capitale. Fosse anche il portarsi sopra la dimora dell'Imperatore d'Austria in persona , se necessario. 

Venne anche abbattuto nel Settembre 1918 , il mese dopo la spettacolare azione viennese , volando e venendo abbattuto colpito e ferito da uno Sharpnel sopra il luogo poco prima fotografato , ritornando sopra le linee nemiche per essere sicuro di ciò che aveva annotato , segno di dovere , ma anche di incuranza della propria vita a favore di un altruismo per i propri compagni d'arme che ogni giorno pativano fame,freddo,e il rischio perenne di morire nelle trincee. Fuggì abilmente travestendosi da nemico , eludendolo , e ritornando nelle linee italiane durante le ultime offensive che portarono alla vittoria italiana.

Passò il dopoguerra a scrivere,a volare per il mondo, facendo oltre 3000 fotografie nei vari voli per l'Asia e per il sudamerica. Divenne parlamentare del regno d'Italia prima , e podestà di Bergamo dopo. l'indole di Locatelli "politico" lo portò anche a scontri anche con le alte cariche del PNF , ma ad Antonio Locatelli non piaceva fare del servilismo , specie con il federale Valli ,e nonostante risanò i bilanci della città e diede ottima prova di urbanista , volle ritornare all'azione .

Fu da volontario nella guerra d'Etiopia che Antonio Locatelli continuò laddove finì nel 1918 , volando sopra il nemico abissino, fotografando e segnalando con dedizione le posizioni avversarie e guadagnandosi la seconda medaglia d'oro al valor militare. 

In Etiopia infine trovò anche la morte, la morte da combattente, venendo colpito in un imboscata a Lekempti, 81 anni fa come oggi.

Cadendo in combattimento Locatelli , unico ad avere avuto 3 volte questo riconoscimento, la sua ultima medaglia d'oro al valor militare alla memoria.

Memoria che,nella date dell' anniversario al suo maritrio,noi non smetteremo mai di celbrare.

Perchè Antonio Locatelli è e sarà sempre un eroe. 

Un eroe bergamasco.

Un eroe italiano."

 

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