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Bergamo: CasaPound, “Dal Comune ennesimo progetto ipocrita: i richiedenti asilo non stanno in panchina? Vero, stanno a carico nostro”

Bergamo, 12 agosto – “Io non sto in panchina, ma a carico vostro”. È quanto si legge sui volantini messi da CasaPound Italia Bergamo sulle panchine riverniciate nell’ambito del progetto “Io non sto in panchina”, avviato dal Comune con la cooperativa Ruah.

“Ancora una volta – spiega il portavoce cittadino del movimento, Mario Torri - il sindaco Gori tenta di catturare consensi con una campagna propagandistica sui presunti profughi richiedenti asilo".
"Con il progetto ‘Io non sto in panchina’ - prosegue Torri - il sindaco vorrebbe legittimare agli occhi dei cittadini il business dell'accoglienza, tentando di far dimenticare il degrado generato dall'immigrazione scellerata degli ultimi anni. Peccato che non basti una mano di vernice a nasconderlo, né a nascondere l’impatto economico e sociale di questa situazione”.
"I circa 2500 richiedenti asilo che secondo i dati ufficiali sono stati ‘accolti’ nella nostra provincia, dei quali quasi 550 in città, infatti – conclude Torri - costano allo Stato italiano 87.500 euro al giorno: se non stanno in panchina, sono comunque a carico degli italiani e non sarà una trovata propagandistica a cambiare la realtà”

 

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Bergamo: CasaPound ricorda Antonio Locatelli, “Eroe bergamasco”

"ANTONIO LOCATELLI

Non è da tutti sfidare la morte in tempo di guerra e in tempo di pace. Rifiutare perennemente gli onori per lasciar spazio agli oneri. 

Non è da tutti avere poco più di 20 anni e volare come un aquila tra le nuvole , cosciente di poter essere l'ultimo volo. Ondeggiare sopra le linee nemiche , schivando gli sharpnel nemici per poi premere la leva del gas del biplano e gettarsi a bassa quota sopra le linee avversarie con l'incessante fuoco incrociato delle raffiche austriache , trasportato dal poderoso boato del 6 cilindri a piena potenza , dai fischi dei proiettili , e dai sordi battiti della tela dell'aereo colpita.

Il tutto osservando con le spesse lenti da aviatore le postazioni, "mitragliando" di fotografie il nemico , tenendo i comandi con le gambe mentre si annotavano le descrizioni e le posizioni esatte delle artiglierie nemiche, focalizzando ed avendo costantemente impresso il principio che ogni foto d'avanscoperta eseguita avrebbe salvato migliaia di italiani, e allo stesso tempo, distrutto il nemico. Ogni errore poteva causare la morte dei propri fratelli.

E sopra quell'inferno di fuoco concentrato su se stesso, infine , dover tener conto di combattere altri aerei,se necessario,con un aereo Ansaldo che di certo non era nato come caccia.

Quanto basta per avere i requisiti dell' eroe.

E di fronte a queste azioni, che Antonio Locatelli, il nostro illustre compaesano, si guadagnò la prima medaglia d'oro al valor militare , unita a diverse d'argento : Volando sopra il nemico per fotografarlo costantemente , valutare ogni suo minimo movimento , incurante di ogni eventualità.

Definito da D'Annunzio "il mio leone di guardia" , Locatelli portò il Vate sopra Vienna, insieme anche ad un altro bergamasco d'adozione, Sarti , per scaricar loro non dei carichi di morte, bensì manifesti per dimostrare al nemico che noi avevamo degli eroi che tutto potevano e che non avevano paura di sfidare il nemico sopra i cieli della sua capitale. Fosse anche il portarsi sopra la dimora dell'Imperatore d'Austria in persona , se necessario. 

Venne anche abbattuto nel Settembre 1918 , il mese dopo la spettacolare azione viennese , volando e venendo abbattuto colpito e ferito da uno Sharpnel sopra il luogo poco prima fotografato , ritornando sopra le linee nemiche per essere sicuro di ciò che aveva annotato , segno di dovere , ma anche di incuranza della propria vita a favore di un altruismo per i propri compagni d'arme che ogni giorno pativano fame,freddo,e il rischio perenne di morire nelle trincee. Fuggì abilmente travestendosi da nemico , eludendolo , e ritornando nelle linee italiane durante le ultime offensive che portarono alla vittoria italiana.

Passò il dopoguerra a scrivere,a volare per il mondo, facendo oltre 3000 fotografie nei vari voli per l'Asia e per il sudamerica. Divenne parlamentare del regno d'Italia prima , e podestà di Bergamo dopo. l'indole di Locatelli "politico" lo portò anche a scontri anche con le alte cariche del PNF , ma ad Antonio Locatelli non piaceva fare del servilismo , specie con il federale Valli ,e nonostante risanò i bilanci della città e diede ottima prova di urbanista , volle ritornare all'azione .

Fu da volontario nella guerra d'Etiopia che Antonio Locatelli continuò laddove finì nel 1918 , volando sopra il nemico abissino, fotografando e segnalando con dedizione le posizioni avversarie e guadagnandosi la seconda medaglia d'oro al valor militare. 

In Etiopia infine trovò anche la morte, la morte da combattente, venendo colpito in un imboscata a Lekempti, 81 anni fa come oggi.

Cadendo in combattimento Locatelli , unico ad avere avuto 3 volte questo riconoscimento, la sua ultima medaglia d'oro al valor militare alla memoria.

Memoria che,nella date dell' anniversario al suo maritrio,noi non smetteremo mai di celbrare.

Perchè Antonio Locatelli è e sarà sempre un eroe. 

Un eroe bergamasco.

Un eroe italiano."

 

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Bergamo: CasaPound, “Gori festeggia i migranti, ma dimentica i cittadini. Basta business dell’accoglienza”

Bergamo, 20 giugno – “La vostra accoglienza è solo business”. È quanto si legge sulla gigantografia della cassaforte esposta da CasaPound Italia Bergamo al Giardino dei Giusti del Galgario, dove l’amministrazione comunale ha organizzato l'evento #WithRefugees in concomitanza della giornata mondiale del rifugiato, coinvolgendo varie sigle politiche e associative.

“Bergamo – spiega Mario Torri, portavoce cittadino di Cpi - è afflitta da numerosi problemi, alcuni dei quali causati anche dall’immigrazione di massa, ma il sindaco Gori, probabilmente già in campagna elettorale per le regionali, invece di pensare a come risolverli, pensa a promuovere l’ennesimo evento pro-migranti”. 

“Dalla trasformazione di interi quartieri in dormitori, alla crisi del settore commerciale, fino a questioni di ordinaria cattiva amministrazione, come gli allagamenti che si verificano a ogni temporale – prosegue Torri - l’elenco dei problemi di Bergamo che meriterebbero di essere affrontati in maniera prioritaria è lungo”.

“Invece – sottolinea l’esponente di Cpi - sembra che la priorità si dare il benvenuto ai migranti, e con essi a una nuova quota di problemi legati all’immigrazione indiscriminata. Ci domandiamo perché, e l’unica risposta che ci appare plausibile è che gli interessi che stanno dietro al business dell’accoglienza sono più forti dell’interesse dei cittadini”. 

“Per questa ragione abbiamo esposto una gigantografia della cassaforte e abbiamo portato vari sacchi con il simbolo dell'euro ai due principali enti responsabili del business accoglienza nella bergamasca, Caritas e cooperativa Ruah.

L'accoglienza – conclude Torri - è e rimane sostanzialmente una questione di soldi".

 

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San Simone (BG): CasaPound contro il trasferimento dei profughi, "Impatto nefasto sul territorio"

Bergamo, 31 maggio - "A San Simone prosegue la grande sostituzione". È la frase che si legge sullo striscione affisso da CasaPound Italia Bergamo a Valleve, dopo l'arrivo di 50 richiedenti asilo.

"Le valli bergamasche – ricorda una nota di Cpi - soffrono sempre di più la disoccupazione e uno stato di abbandono da parte delle istituzioni, che ne stanno determinando lo spopolamento. Di fronte a questa situazione c’è chi, come il proprietario dell’unico albergo di San Simone, pensa di infilarsi nel business dell’accoglienza per ricavarsi la sua fetta di profitto”.

“In questo modo però – prosegue il movimento – si colpiscono direttamente le famiglie che vivono dell’indotto del turismo e, di conseguenza, si mette a rischio l’intero tessuto sociale di questa zona. Come capita sempre con il traffico di uomini, per pochi che troveranno il loro tornaconto molti pagheranno un prezzo salatissimo”.

“ San Simone è per lo più composta da case vacanze e insieme al paese di Valleve conta 135 abitanti: non può sostenere l'accoglienza di questi 50 profughi, a cui probabilmente seguiranno altri in futuro. Oltre a danneggiarne il turismo, una delle principali fonti di reddito della zona, in questo modo rischia di mettere in atto in breve tempo una vera e propria sostituzione etnica".

 

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Bergamo: CasaPound a Gori, “L’immigrazione è schiavismo. Dopo la marcia, mancano solo le catene: te le regaliamo noi”

Bergamo, 20 maggio – “L’immigrazione è schiavismo. Gori, le catene te le regaliamo noi”. E’ quando si legge sui manifesti affissi al Comune, da CasaPound Italia Bergamo alla vigilia della manifestazione pro-immigrazione a Milano, alla quale parteciperà anche il sindaco Giorgio Gori. Insieme ai manifesti, i militanti di Cpi hanno lasciato anche delle catene, simbolo della nuova schiavitù prodotta dall’immigrazione incontrollata. 

"Sempre in prima linea sull'accoglienza ma assente in città, Gori - afferma Mario Torri, portavoce del movimento - dimostra ancora una volta le sue priorità politiche: cittadinanza agli extracomunitari e pubblicità buona ai fini elettorali".

"Bergamo – prosegue l’esponente di Cpi - si ritrova abbandonata a se stessa, con frequenti episodi di violenza ignorati da istituzioni troppo impegnate a promuovere i diritti dei non italiani per difendere quelli dell'intera comunità bergamasca".

"Mentre dalla cronaca emergono i rapporti limacciosi tra Ong, cooperative e scafisti, esiste tutta una classe dirigente che si ostina a non voler vedere cosa si nasconde dietro all’ondata migratoria e a non voler capire che gli unici a trarne vantaggio sono i nuovi schiavisti. Gori, con le sue proposte per una integrazione di facciata, come quella di mettere i migranti a fare i guardiani dei parchi per bambini, conferma di far parte a pieno titolo di quella classe dirigente cieca, più che miope. Per questo - conclude Torri - gli doniamo delle catene: perché si renda conto appieno delle conseguenze della sua politica".

 

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Romano di Lombardia: CasaPound contro il progetto Racaras, “Se i rom lasciano precocemente le case, il Comune le riassegni a chi ne ha veramente bisogno”

Romano di Lombardia, 9 aprile – “Per l'integrazione fondi e appartamenti, per il cittadino tasse e delinquenti”. È quanto si legge sullo striscione affisso da CasaPound Italia Bergamo a Romano di Lombardia. 
"Da cinque anni ci viene detto e ripetuto che i Comuni non hanno fondi per progetti di sostegno alle famiglie bisognose, ma come al solito – si legge in una nota di CasaPound Italia Bergamo - se viene sventolata la bandiera della ‘integrazione’ miracolosamente appaiono case popolari e programmi d'aiuto". 

"La giunta di Romano – ricorda la nota - ha finanziato un accordo con la Caritas attingendo dalle tasche dei cittadini 6mila euro per, si legge nel progetto del Comune, ‘scongiurare l’abbandono precoce dell’appartamento’ da parte dei rom cui è stata assegnata una casa popolare. Siamo alla follia. Ci sono molte famiglie in emergenza abitativa che vorrebbero con tutto il cuore riuscire a ottenere l’assegnazione di una casa popolare, ma il Comune che fa? Stanzia soldi per convincere chi non la vuole a restarci”. 
“Per l’amministrazione gli italiani in difficoltà ormai non sono neanche più cittadini di serie B, sono cittadini di serie Z. Se i rom abbandonano precocemente le case popolari, è evidente che non ne sentono il bisogno e forse è anche il caso di dire che non le ‘meritano’. Il Comune – conclude Cpi - invece di sprecare soldi per cercare di convincerli a restare, dia un segnale di equità sociale: le riassegni a chi ne ha davvero bisogno”.

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