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CPI Varese: Come si veste l'intolleranza?

Verese 10 dicembre - Come si riconosce un razzista a Varese il 10 Dicembre? Semplice, lo sono tutti, salvo quelli vestiti di giallo. Parrebbe una pessima battuta ma è questo il senso dell’iniziativa sindacale che avrà luogo oggi a Varese e provincia. Indossare un capo qualsiasi, ma che sia di colore giallo, nel nome dell’antirazzismo, chi ne sarà trovato sprovvisto verrà immediatamente considerato un intollerabile razzista.
L’intolleranza come arma contro l’intolleranza.

Sembrerebbe la trama di un film tragicomico ma è la triste realtà, una persona per ricordarsi di non esser razzista, almeno una volta l’anno è necessario che si vesta di giallo.
Poco importa poi, che gli stessi promotori dell’iniziativa ogni anno si spartiscano una torta da decine e decine di milioni di euro proveniente dal Fondo Nazionale delle Politiche Sociali in tema di sostegno all’immigrazione (legale ed illegale).
Poco importa che siano le fasce piu’ deboli a vivere sulla propria pelle le gioie della società multirazzista, il caldo abbraccio dei quartieri ghetto in cui essere italiano è una colpa.
Poco importa se l’immigrazione diviene una risorsa solo per chi la sfrutta, che si trasforma in stipendi costantemente al ribasso.
Poco importa se un immigrato dopo aver attraversato un deserto a piedi e il mediterraneo su un guscio di noce, se sopravvissuto, si trova costretto a lavorare 12 ore al giorno per poche centinaia di euro al mese e a condividere la propria abitazione con decine di suoi connazionali.

Poco importa se la volontà di individuare le cause che portano un popolo a migrare venga vista come una pratica terribilmente razzista, molto meglio illudersi che spostare il problema significhi risolverlo.
Tutte queste cose non sono importanti, la cosa fondamentale è lavarsi la coscienza, ma soprattutto sfruttare un'occasione per poter indossare quell’orribile camicia gialla che giace da un decennio nel fondo del nostro armadio, nel nome di un antirazzismo di facciata.

Almeno non avremo piu’ bisogno di chiederci come mai l’abbiamo comprata.

Gabriele Bardelli
CasaPound Italia Varese

 

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Di seguito riportiamo il comunicato delle associazioni "antirazziste" Varesine.


Vestiremo in giallo, per dire "no" al razzismo 
Parte da Varese una campagna nazionale contro l'intolleranza: per aderire basta indossare qualcosa di giallo o esporre un drappo alle finestre nel giorno scelto, il 10 dicembre

Una maglietta, una sciarpa, uno striscione appeso alla finestra: l’importante è che sia di colore giallo. Le associazioni varesine lanciano un messaggio a tutta la Lombardia e all'Italia: dare un segnale contro il razzismo e a favore della convivenza e dell’integrazione. Per farlo hanno promosso la campagna “Mettiti in giallo”, che punta a rendere visibile la protesta nella giornata del 10 dicembre, sessantunesimo anniversario della “Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo”. Una campagna che, partita da Varese e dalle associazioni locali, è diventata nazionale.

«L’iniziativa – spiega Filippo Cardaci, delle Acli provinciali di Varese – è nata da un gruppo di associazioni, sindacati, cittadini che da due anni sono impegnati contro il razzismo e per l’integrazione». Una iniziativa che parte dal basso, tengono a precisare gli organizzatori, e che non a caso parte da Varese, “culla” della Lega Nord e centro territorio che ha visto, anche in tempi recenti, non pochi casi di provvedimenti e prese di posizione contro gli stranieri. «Una politica che ogni giorno inventa pretesti per continuare ad esistere» accusa Jacques Amani, responsabile immigrazione della Cgil di Varese.
«Ma con questa campagna – continua Cardaci – vogliamo lanciare un messaggio positivo, di fraternità e solidarietà tra tutti gli esseri umani». Valori messi a dura prova in questi tempi di crisi economica, che non contrappone solo italiani e stranieri, ma che crea competizione e ostilità reciproca tra diversi pezzi di società. Basti pensare alle polemiche tra impiegati pubblici e privati o tra lavoratori in Italia e frontalieri, come registrato anche da Varesenews. Anche questo è il senso della partecipazione dei sindacati: «La crisi sta colpendo duramente in Lombardia e in provincia di Varese – ricorda Fulvia Colombini, rappresentante regionale della Cgil – e i primi ad essere colpiti sono gli stranieri. Nella proposta di limitare la cassa integrazione per gli stranieri a soli sei mesi c’è un razzismo istituzionale che è ben più grave di quello della gente comune». Lorenzo Todeschini, di Cisl e Anolf Lombardia, invita a guardare avanti, ad affrontare il tema dell’immigrazione come un dato strutturale con cui dovremo in ogni caso confrontarci.

All’iniziativa hanno aderito anche, a livello nazionale, le Acli e la Uisp: «La “giornata in giallo” – spiega Antonio Russo, responsabile nazionale Acli per l’immigrazione - rilancia anche la campagna “Non avere paura”, promossa da tante realtà associative, che in un anno ha raccolto 80mila firme. L’immagine che abbiamo oggi dell’immigrazione è profondamente sbagliata, c’è chi soffia sul fuoco della paura per far crescere l’ostilità verso gli stranieri. Per questo per combattere il razzismo si deve cambiare il linguaggio della politica. E per questo dobbiamo portare questi argomenti nelle parrocchie, nei circoli, sui luoghi di lavoro».
Nel giorno stabilito gli aderenti alla campagna potranno rendere visibile la loro posizione indossando un qualsiasi capo d’abbigliamento giallo o mettendo un drappo giallo sulla bicicletta, sull’automobile o sul balcone di casa. Le associazioni varesine aderenti esporranno striscioni gialli alle finestre. «Invitiamo poi a mandarci per mail o per MMS le foto» spiega Alessandra Pessina della Uisp di Varese. «Inoltre organizzeremo performance teatrali e artistiche e altri eventi: chiunque può organizzare un banchetto nella sua città». A Varese il presidio sarà ospitato probabilmente in Piazza Podestà, nel cuore del centro cittadino. Gli altri appuntamenti saranno segnalati sul sito della campagna  .
 http://www3.varesenews.it/varese/articolo.php?id=158219

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