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Bergamo: CasaPound contro le sale slot, “Fuori dalla mia città”

Bergamo, 7 giugno – Finte slot machine recapitate al Comune e diverse sale slot “bandite” da molti quartieri con l’affissione di un volantino che diceva “Fuori dalla mia città!”. Così CasaPound Italia Bergamo, nella serata di ieri, ha protestato contro la prolificazione delle sale VLT in provincia.

“La diffusione capillare delle sale videolottery nelle nostre città – si legge in una nota dell’associazione - è preoccupante per molte ragioni. La mancanza di controllo, le infiltrazioni della criminalità organizzata, la tassazione inesistente, ma soprattutto il costo sociale che le ludopatie comportano non possono non essere considerati un’emergenza da affrontare immediatamente”.

“La legislazione attuale, purtroppo -prosegue Cpi Bergamo - non fornisce ai sindaci gli strumenti necessari per contrastare il fenomeno e il progetto di una legge regionale non sembra sufficiente per porre un freno alla diffusione delle ludopatie”.

“Da parte nostra – conclude la nota -auspichiamo che il governo si attivi immediatamente per legiferare in materia, stabilendo limiti certi per le sale slot, aumentando in modo sensibile la tassazione, contrastando l'evasione fiscale e addebitando i costi sociali della cura delle ludopatie ai concessionari”.

 

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 Il volantino

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Le foto 

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CPI Milano: anniversario dei 2 anni di Roccabruna

Milano, 31 maggio - Sabato 8 giugno dalle ore 19.00 si terrà la festa per i due anni di Roccabruna, la sede di CasaPound Milano.
Vi aspettiamo in via Longarone 18/4, Milano.

Per tutte le informazioni: This email address is being protected from spambots. You need JavaScript enabled to view it.

 

 

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Varese: CasaPound contro le sale slot, “Fuori dalla mia città!”

Varese, 23 maggio – Finte slot machine recapitate ai Comuni e le piazze di Varese, Gallarate, Malnate e Vedano inoltre diversi quartieri “banditi” alle sale slot con l’affissione di un volantino che diceva “Fuori dalla mia città!”. Così CasaPound Italia Varese tra il pomeriggio e la serata di ieri ha protestato contro la diffusione delle sale VLT in provincia. “La diffusione capillare delle sale Videolottery nelle nostre città – commenta Gabriele Bardelli, responsabile provinciale di Cpi – è preoccupante per molte ragioni. La mancanza di controllo, le infiltrazioni della criminalità organizzata, la tassazione inesistente, ma soprattutto il costo sociale che le ludopatie comportano non possono non essere considerate un’emergenza da affrontare istantaneamente”. “La legislazione attuale purtroppo – prosegue Bardelli - non fornisce ai sindaci gli strumenti necessari per contrastare il fenomeno e il progetto di una legge regionale non sembra sufficiente per porre un freno alla diffusione delle ludopatie. Da parte nostra auspichiamo che il governo si attivi immediatamente per legiferare in materia, stabilendo limiti certi per le sale slot, aumentando in modo sensibile la tassazione, contrastando l'evasione fiscale e addebitando i costi sociali della cura delle ludopatie ai concessionari”.“CasaPound – ricorda ancora il dirigente – ha attivato da tempo uno sportello ‘droghe, alcool e gioco d'azzardo’ nell'ambito dei progetti del Gruppo di Intervento per una Medicina Sociale (Grimes). Questo sportello è aperto a tutti i cittadini e offre un aiuto concreto, con il supporto di specialisti della materia”."Ultimamente – ricorda il dott. Matteo Pacini, medico delle dipendenze e volontario Grimes – ha sollevato polemiche il fatto che alcune lotterie istantanee non riportassero l'avvertenza sul possibile rischio di dipendenza da gioco. Questo è un falso problema, poiché l'avviso di una dipendenza non ostacola il comportamento fisiologico, così come accade per le droghe. La misura responsabile da parte dello Stato è limitare la diffusione di ciò che produce malattia, in questo caso cerebrale, e non lasciare il tutto al buon senso delle persone”. “È evidente – sottolinea l’esperto – che esiste una domanda di gioco e che c'è spazio per farla crescere, ed è contro questa ipotesi che le istituzioni dovrebbero schierarsi. Va inoltre notato che esistono precisi fattori del gioco che producono perdita di controllo e che proprio questo tipo di gioco è quello in aumento (lotterie istantanee, slot). Quando si parla di ‘gioco responsabile’ si dice esattamente l'opposto del concetto di dipendenza da gioco, perché si lascia intendere che vi sia un controllo libero e non condizionabile. È invece noto – conclude Pacini – che un certo tipo di gioco, specialmente se a buon mercato, condiziona il cervello così da sviluppare un istinto alla ripetizione del comportamento come fonte di auto-stimolazione o gratificazione. Il controllo quindi cade quando si sviluppa la dipendenza, è inutile avvisare prima o promuovere una cultura del gioco non rischioso, servono limiti e barriere alla diffusione della fonte del problema”.

 

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Il volantino

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Le foto

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 Gallarate
 
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CasaPound: Omaggio a Dominique Venner, samurai d'occidente

24/5 Omaggio a Dominique Venner, Samurai d'Occidente

Roma, 24 maggio – ‘’Onore a Dominique Venner, samurai d’Occidente’’. Con striscioni affissi in una cinquantina di città dal nord al sud del Paese, CasaPound Italia ha voluto ricordare lo storico francese che si è dato volontariamente la morte il 21 maggio a Notre Dame ‘’per risvegliare le coscienze addormentate’’ e ‘’rompere la letargia che ci sopraffa’’, come lo stesso Venner ha spiegato in una lettera-testamento.
‘’Quello di Venner – sottolina Cpi in una nota – è un atto tanto estremo quanto lucido e consapevole, che nulla ha a che vedere con i gesti tragici, isterici e insensati con cui la cronaca ci ha abituati a fare i conti in questo secolo: niente a che fare con il fanatismo religioso di chi usa la mannaia per seminare vuoto terrore, né con la rabbia feroce e distruttiva di chi uccide in strada a colpi di piccone o con la cieca disperazione di chi, vittima di se stesso e del sistema perverso in cui vive, si toglie la vita insieme ai figli, privandoli dell'unica cosa che nessuno poteva togliergli, la possibilità di essere. ‘Mentre tanti uomini si fanno schiavi della loro vita, il mio gesto incarna un'etica della volontà’, ha scritto Venner: una scelta esistenziale da guardare con rispetto, che lo colloca tra i pochi uomini liberi del nostro tempo''.

 

 
 
Le foto degli striscioni 
 
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Milano
 
 
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Cremona
 
 
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 Varese
 
 
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 Bergamo
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Cremona: la protesta di CasaPound, sacche di sangue ai parchimetri contro il “salasso” delle strisce blu

Cremona, 15 maggio - Sacche di “sangue” collegate a una quindicina di parchimetri e un volantino “Basta coi salassi, il centro muore”. Così CasaPound Italia Cremona protesta contro il nuovo aumento delle tariffe delle strisce blu, che si accompagna a una riduzione del numero di posteggi liberi e all’aumento delle tariffe dei parcheggi privati.

«Riteniamo - spiega Gianluca Galli, responsabile provinciale di Cpi Cremona - che la decisione dell’amministrazione comunale, in collaborazione con AEM e SABA, andrà a discapito non solo dei commercianti del centro storico, ma di tutti i cittadini che negli anni hanno anche dovuto subire la privatizzazione di diversi parcheggi, da Villa Glori a Massarotti fino a piazza Marconi». 

«Ricordiamo - prosegue Galli - che il codice della strada prevede esplicitamente che il Comune riservi ‘una adeguata area destinata a parcheggio rispettivamente senza custodia o senza dispositivi di controllo di durata della sosta’. Invece, già ora, trovare un parcheggio libero in centro è un’impresa, sia di giorno che di notte, così si è costretti a ricorrere a quelli privati, che applicano la legge di mercato e alzano le tariffe. E a pagare, alla fine, sono sempre i cittadini».

«Chiediamo quindi - chiarisce il responsabile di Cpi Cremona - non solo che vengano rispettate le dovute proporzioni tra i parcheggi liberi e quelli a pagamento, ma anche che i cittadini non siano obbligati a ‘dissanguarsi’ per accedere ‘all’amato e bistrattato’ centro storico. I costi della sosta - aggiunge Galli - non possono e non devono subire ulteriori rincari, mentre le aree a pagamento vanno ridotte. E che non si venga a parlare di mobilità sostenibile, visto che in città manca un quadro operativo per attuarla in modo serio». 

«È inaccettabile - conclude il responsabile di Cpi Cremona - che i cittadini cremonesi e i commercianti del centro storico, che sta già morendo giorno dopo giorno, subiscano un ennesimo ‘salasso’, tanto più considerando il particolare periodo di crisi economica».

 

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Il volantino

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Piazza Marconi
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Villa Glori
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Piazza Roma
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Piazza Lodi
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Via Massarotti
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Milano: CPI a Pisapia, “Il lutto cittadino non basta, sull’immigrazione basta ipocrisie”

Milano, 15 maggio - “In ricordo delle vittime, non solo lutto cittadino. Pisapia, sull’immigrazione basta ipocrisia”.

È quanto si legge sugli striscioni affissi nella notte da CasaPound Italia Milano davanti Palazzo Marino e al quartiere Niguarda, dove sabato mattina si è consumata la follia omicida di Mada Kabobo.

“Non c’è dubbio che le aggressioni e gli omicidi – commenta Marco Arioli, responsabile milanese di CasaPound Italia – siano frutto della follia di quest’uomo.

Ma allo stesso modo non si può far finta di non capire che dietro questa tragedia si nascondo anche le conseguenze di anni di politiche ipocrite e criminogene sul tema dell’immigrazione”.

“Il buonismo della sinistra e i proclami tanto più urlati quanto più inefficaci dei partiti della destra – sottolinea Arioli - non sono serviti a nulla, se non ad alimentare nuove schiavitù e sacche di marginalità totalmente fuori controllo. Proprio in queste rientra la figura di Kabobo, del quale, a oltre quattro giorni dalla tragedia, non sappiamo quasi nulla, tranne che aveva già commesso crimini, ma che aveva evitato l’espulsione grazie a una di quelle richieste di asilo politico tanto care al ministro per l’integrazione Cecile Kyenge e al presidente della Camera Laura Boldrini”.

“Questo – aggiunge ancora il responsabile di Cpi - è il risultato di una cultura che vorrebbe tutto indistinto e che sogna un’immigrazione senza limiti e senza controlli, ignorando deliberatamente la realtà dei fatti. La Milano di Pisapia è, in questo senso, un ‘laboratorio’ come lo stesso sindaco auspicava in campagna elettorale quando definiva con toni entusiasti ‘un grande laboratorio sociale’ quella enclave di marginalità e degrado che è viale Padova. 

“Per questo oggi, ricordando le vittime – conclude Arioli – diciamo che non basta proclamare un lutto cittadino, ma che serve un atto di onestà intellettuale per dire che l’immigrazione immaginata dalla sinistra e mai realmente contrastata dai partiti della destra è destinata a portare solo disperazione, rabbia e nuovi drammi, che i milanesi, gli italiani e gli stessi immigrati non meritano”.

 

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Foto striscione Palazzo Marino

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Pisapia palazzomarino

 

 

Foto striscione Niguarda

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