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CasaPound Italia ricorda Ezra Pound con striscioni in 50 città

Milano, 1 novembre - “Il tempio è sacro perché non è in vendita”: con questo verso dei Cantos, scritto in striscioni affissi in 50 città italiane, CasaPound Italia ha reso omaggio nella notte al poeta statunitense Ezra Pound, a cavallo tra il 128esimo anniversario della nascita e il 41esimo della morte. Pound è infatti nato ad Hailey il 30 ottobre 1885 ed è morto a Venezia il 1º novembre 1972. “Proprio nel momento in cui la crisi economica si fa più cruenta e la politica si mostra più incapace – spiega Cpi in una nota – ritornare al pensiero di Pound ci pare fondamentale. Le istituzioni non fanno che dirci che per scampare ai mali del mercato serve ancora più mercato, il poeta americano sosteneva invece che esistesse un ambito della vita e dell’attività umana che è indisponibile al mercanteggiare. Quest’ambito è appunto ciò che Pound chiama il tempio, intendendo tanto gli edifici sacri nel senso letterale del termine, quanto il nucleo spirituale di una civiltà. Un monito più che mai attuale, dopo che vari governi, italiano compreso, per fare cassa hanno messo a disposizione degli speculatori internazionali beni immobili a volte anche di immenso valore simbolico, prima che economico”. Per CasaPound “il pensiero poundiano è una risorsa a cui il mondo politico ed economico dovrebbe necessariamente attingere a piene mani, evitando di lasciare in mani accademiche e salottiere l’eredita culturale di un poeta che fu antiaccademico e che non sopportava i salotti”.

Foto striscioni

ezramilano
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Lecco
 
ezrabg
 
Bergamo 
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Rose & Pugnali 2013.

roseepugnali2013 bassa

 

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Milano: 100 chili di pasta gratuita distribuiti in due ore, CasaPound: “Anche la pasta rischia di diventare un bene di lusso”

Milano, 26 ottobre – Cento chili di pasta distribuiti in due ore. È il risultato della giornata di solidarietà e sensibilizzazione promossa stamattina da CasaPound Italia Milano nel quartiere di Quarto Oggiaro.

“La distribuzione gratuita è iniziata alle 10 e poco dopo le 12 – spiega Marco Arioli, responsabile provinciale del movimento – la pasta era già finita. Questo testimonia la situazione di difficoltà in cui si trovano le famiglie milanesi e, in modo particolare, quelle che vivono nei quartieri più popolari”.

“Al nostro gazebo – prosegue Airoli – si sono avvicinate persone di tutti i tipi, ma abbiamo notato una maggiore incidenza di anziani. Molti ci hanno detto che il costo della vita per loro è diventato insostenibile, anche perché spesso usano le poche risorse che hanno a disposizione anche per dare l'aiuto che possono ai figli”.

“Questa iniziativa, che non resterà isolata – aggiunge l'esponente di Cpi – non fa che confermare quello che già sapevamo: il carovita e l'aumento dell'Iva rischiano di far diventare anche la pasta un bene di lusso, in un contesto in cui la politica istituzionale nazionale non è in grado di porsi davvero e seriamente il problema di come rilanciare il Paese e quella locale di garantire adeguati sostegni sociali agli italiani in maggiore difficoltà”.

 

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Sol.Id. in partenza: destinazione Kosovo

Roma, 16 ottobre - Il convoglio di Sol.Id. è in partenza per il Kosovo. Dopo essersi dati appuntamento al rione Esquilino, i volontari di diverse associazioni romane hanno lasciato la Capitale per raggiungere Zagabria nella tarda serata di oggi, mercoledì 16 ottobre. Dodici attivisti da Roma, ai quali si aggiungeranno ragazzi da altre parti di Italia, con l'obiettivo di recapitare materiale di prima necessità per le popolazioni delle enclave serbe.

 

17 Ottobre 2013

SRS

 

 

Serbia: Belgrado, Sol.Id. illustra la sua attività umanitaria

Belgrado, 17 ottobre - Si è tenuto a Belgrado, presso la sede del Partito Radicale Serbo, l’incontro al quale ha partecipato l’associazione di volontariato Sol.Id. organizzato dagli esponenti della formazione politica serba.

Nel corso dell’evento è stato illustrato quanto svolto finora dall’organizzazione Sol.Id. che in questi giorni sta raggiungendo le enclave serbe in Kosovo per recapitare una serie di beni di prima necessità alle famiglie e alle scuole, acquistati grazie alle raccolte fondi promosse su tutto il territorio italiano.
L’incontro è stato un’importante occasione per affrontare ed approfondire l’attuale situazione politica e sociale che sta vivendo il popolo serbo e, nel particolare, il dibattito che sta animando il Partito Radicale Serbo, recentemente protagonista di una importante scissione all’interno del partito stesso. Un importante passaggio è stato rivolto alla delicata condizione che caratterizza la popolazione serba nel territorio del Kosovo: un contesto molto fragile che trova il sostegno di Sol.Id. L’organizzazione di volontariato europea, infatti, si propone di aiutare tutte quelle popolazioni identitarie che nel mondo vengono ingiustamente marginalizzate e perseguitate per ragioni culturali.
Gli esponenti del movimento serbo hanno così ringraziato i volontari dell’associazione Sol.Id. per il supporto e la vicinanza testimoniata attraverso la trasferta effettuata in questi giorni.

Alcune immagini della conferenza sul futuro del Kosovo.

 

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18 Ottobre 2013

Dopo la calorosa accoglienza ricevuta a Belgrado, dove Solid. ha illustrato i suoi numerosi progetti solidali ed -in particolare- il suo impegno per il Kosovo e Metochia, i volontari sono arrivati a Mitrovica nord. Qui verrà acquistato il materiale, prevalentemente scolastico, che sarà distribuito nelle enclave del sud della regione.

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Video al checkpoint di Mitrovica

 https://www.facebook.com/media/set/?set=vb.459792347406459&type=2  

 

19 Ottobre 2013 - Brezovica

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20 Ottobre 2013

Oggi, domenica 20, il convoglio Solid si lascia alle spalle i territori di Kosovo e Metiochia, dove nei giorni scorsi è stato impegnato nella distribuzione degli aiuti umanitari. La prossima tappa prevista sarà Krajevo, dove i volontari di Solid e Fronte Europeo per il Kosovo incontreranno un reduce del conflitto balcanico, invalido di guerra, per raccoglierne la preziosa testimonianza. In serata i ragazzi saranno nuovamente a Belgrado, per lasciare alcuni membri europei della missione che dalla capitale si adopereranno per i rispettivi rientri.

 

21 Ottobre 2013

21 ottobre 2013 – Zagabria, Belgrado, Mitrovica, Brezovica, Sešice, Krajevo, il Patriarcato di Peč, i monasteri di Dečani e Gracaniča. Poi la piana di Kosovo Polje, dove svetta statuario il Gazimestan, posto in ricordo del sacrificio di tutta l’aristocrazia serba nel tentativo di respingere l’avanzata ottomana nel 1389 e protetto da una corona di merli neri, considerati la reincarnazione dei martiri. Ancora Mitrovica e l’ultima notte a Belgrado. Questo l’itinerario completo affrontato da Solid, con due furgoni e tre macchine cariche di aiuti e la partecipazione di volontari da mezzo mondo: Italia, Francia, Finlandia, Repubblica Ceca e persino Brasile. Cittadini provenienti da diversi paesi, ma animati da un identico sentimento di solidarietà verso le famiglie serbe costrette nelle enclavi kosovare. Questa minoranza sempre più piccola, tristemente dimenticata da istituzioni locali ed internazionali, oggi può contare esclusivamente sul supporto del volontariato laico. Molte sono state le criticità riscontrate dagli attivisti: qualità della vita ordinaria, insicurezza e forti limitazioni dei diritti della persona. Un viaggio umanitario che ha unito la distribuzione di aiuti concreti (generi alimentari, abbigliamento, giochi e materiale scolastico), alla costante documentazione e diffusione delle condizioni in cui si trovano attualmente luoghi e persone, con l’intento di riaccendere l’interesse e denunciare l’indifferenza. Ciò è stato possibile grazie all’utilizzo di una costellazione di canali mediatici, seppur non “di massa”, tra loro ben collegati e distribuiti su gran parte del territorio europeo attraverso una fitta rete identitaria e solidale. Inoltre, Solid ha ulteriormente individuato nuovi obiettivi da raggiungere entro i prossimi sei mesi e gettato le basi per la prosecuzione del suo impegno in Kosovo e Metochia. Continuando a procedere sulla strada della solidarietà, come modalità di riscatto da parte di quei cittadini che non si sentono rappresentati dalle politiche internazionali, ma soprattutto provano vergogna ed indignazione per gli impuni bombardamenti NATO sulla Serbia, avvenuti nel 1999 (un ruolo decisivo in questa vicenda lo ebbe l’Italia, quando l’allora capo di Governo Massimo D’Alema autorizzò i contingenti americani a partire dalle basi italiane, senza consultare il Parlamento).
ultimo dispaccio

kosovo

 

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Milano: Io ho quel che ho donato

Giunta al terzo anno l'iniziativa del Grimes in ricordo delle 184 piccole vittime della strage di Gorla 

Milano, 18 ottobre – ‘’Io ho quel che ho donato’’. Con questo slogan CasaPound Italia promuove domani, sabato 19 ottobre, una raccolta straordinaria di sangue in oltre 20 città italiane per ricordarela strage di Gorla. Da Pordenone a Sassari, passando per Bologna, Foligno e Lamezia Terme, i militanti di Cpi, in collaborazione con altre associazioni, porteranno l'autoemoteca o organizzeranno gruppi di raccolta in grandi e piccoli centri per un concreto atto di solidarietà che ciascuno può compiere a costo zero e con un minimo sforzo, ma sempre con responsabilità. Possono donare il sangue le persone con un'età compresa tra i 18 e i 65 anni, in buone condizioni fisiche generali e con un peso non inferiore ai 50 chilogrammi. 

L'iniziativa, pensata in ricordo dei 184 piccoli martiri uccisi il 20 ottobre del 1944 dal bombardamento alleato sulla scuola elementare 'Francesco Crispi' nel quartiere Gorla a Milano, è al suo terzo anno ed è organizzata dal Grimes, Gruppo Intervento Medicina Sociale di CasaPound Italia, un'associazione che vede impegnati medici e infermieri volontari su azioni concrete, a partire proprio dalla raccolta del sangue.

 

Per info:   This email address is being protected from spambots. You need JavaScript enabled to view it.  oppure 33334567891

 

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Lecco: Serve lavoro non cittadinanza

Lecco, 7 ottobre - "Serve lavoro non cittadinanza". Questo è il messaggio che CasaPound ha affidato ad uno striscione esposto lungo una delle maggiori arterie automobilistiche di collegamento tra il capoluogo lombardo ed il lecchese. Questa azione è stata preceduta nel fine settimana da un volantinaggio nel comune di Osnago per far conoscere e ribadire la nostra posizione sulla questione immigrazione-Ius Soli, tanto cara al Ministro Kyenge. 

Questo territorio, la Brianza, nei primi 6 mesi del 2013 ha visto aumentare del 37,8% rispetto al già difficilissimo anno precedente, le aziende che hanno fatto bancarotta: sono circa 300 le imprese chiuse tra il 2008 e il 2012 con un incremento percentuale molto più evidente rispetto ad altre regioni come Toscana (+33,8%), Calabria (+31%) e Trentino Alto Adige (+26,9%). Nel lecchese vengono stimati circa 6000 posti di lavoro persi nel solo triennio 2009/2012, arrivando quindi a una media di 4 posti persi al giorno. Ovviamente questo si riflette sulle fasce più deboli della società, difatti la disoccupazione giovanile è aumentata passando dal 23% del 2011 al 25% del 2012, in particolare i giovani che non studiano né lavorano e che hanno rinunciato a cercare lavoro rappresentano il 15%; un dato preoccupante se si ritiene che questa percentuale, all’inizio della crisi, non superava il 4%, ritenuto “fisiologico”.
Stante questa situazione drammatica per il motore della Lombardia, che come sappiamo è a sua volta il motore economico dell’Italia, crediamo che le priorità di questo governo debbano essere altre rispetto al portare avanti una politica di integrazione forzata tramite strumenti come lo Ius Soli, che, lo ribadiamo, non ha nulla di naturale e naturalmente consequenziale nell’evoluzione sociale di un paese, anzi, rappresenta un meccanismo peculiare solo di quei paesi di origine coloniale (come gli USA) con la sola finalità del ripopolamento.
Delegare una questione delicata come la cittadinanza, frutto di secoli di cultura, civiltà e tradizioni, alla mera burocrazia, manca di ogni logica e buon senso e denota una miopia verso la Storia e verso il futuro tutta particolare.

CasaPound Italia si opporrà con tutti i mezzi possibili affinchè questa ipotesi, inaccettabile, venga assunta a legge dello Stato, in quanto, unita all’immigrazione di massa, alla pressione fiscale asfissiante che ha portato al fallimento di così tante imprese e alla perdita di tantissimi posti di lavoro, non farebbero altro che innescare una spirale decadente rovinosa e una guerra tra poveri.

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lecco ius soli

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