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Husqvarna: le Scuderie 7Punto1 mettono i politici a confronto con i dipendenti. Il 23 novembre dibattito su "Husqvarna, un caso italiano. La politica che fa?"

Husqvarna: le Scuderie 7Punto1 mettono i politici a confronto con i dipendenti. Il 23 novembre dibattito su "Husqvarna, un caso italiano. La politica che fa?"

Varese, 21 novembre - Politici e dipendenti dell'Husqvarna a confronto sullo stop alla produzione e sul trasferimento di marchio e lavorazione in Austria. L'occasione sarà la conferenza "Husqvarna, un caso italiano. Industria italiana al collasso, la politica che fa?", promossa dall'associazione motociclistica Scuderie 7punto1 per sabato 23 novembre, alle ore 18.00, presso il City Hotel, in via Medaglie D'Oro 35 a Varese. Si tratta della prima di una serie di iniziative sociali che l'associazione affiancherà alla tradizionale attività "su strada", dalla promozione di campagne sulla sicurezza stradale al sostegno alle vittime degli incidenti. 

“Abbiamo già dimostrato la nostra solidarietà ai dipendenti dell'Husqvarna promuovendo un motogiro nazionale al quale ha preso parte anche una loro delegazione. Ora - spiega il coordinatore nazionale di 7Punto1, Giacomo Trezzi - il nostro obiettivo è fare in modo che i politici capiscano direttamente dai dipendenti dell'Husqvarna quello che sta accadendo e che ne ascoltino le preoccupazioni e, ancora di più, le proposte. Dietro la svendita di questo ennesimo pezzo della nostra industria d'eccellenza - prosegue Trezzi - ci sono duecento dipendenti lasciati a casa, quindi duecento famiglie in difficoltà. E questo senza voler entrare nel campo dell'assenza di una politica industriale seria nel nostro Paese, di cui comunque ci auguriamo si possa parlare alla conferenza". 

"All'incontro - aggiunge il responsabile di 7Punto1 - oltre ai dipendenti dell'azienda, interverranno l'europarlamentare del Pdl Lara Comi, il consigliere regionale della Lega Nord Francesca Brianza e il vicepresidente di CasaPound Italia Andrea Antonini, moderati dal giornalista Renato Besana. Nessun esponente del Pd, invece - sottolinea Trezzi - ha ritenuto di accogliere il nostro invito e, quindi, di incontrare i lavoratori. Per quanto ci riguarda avremmo preferito un confronto il più ampio possibile, ma siamo certi che l'iniziativa non ne risentirà".

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21 novembre: Festa dell' Albero

Ambiente: La Foresta che Avanza celebra la Festa dell’Albero, un arbusto in ogni Comune per dire ‘Mai più alluvioni’

Milano, 21 novembre – Un albero piantato in ogni Comune e striscioni con su scritto ‘’Amate gli alberi come amereste i vostri figli". Così la Foresta che Avanza ha ricordato anche quest’anno, come ogni 21 di Novembre, la Festa dell'Albero istituita in Italia da Arnaldo Mussolini. Una ricorrenza che il gruppo ambientalista ha voluto dedicare al popolo sardo, che, spiega in una nota il responsabile nazionale dell’associazione, Alberto Mereu, ‘’si trova ad affrontare con grande dignità una situazione tragica causata anche dall'incuria ambientale e da un dissesto idrogeologico provocato da chi sul grigio altare del profitto sacrifica il nostro patrimonio ambientale"."Riteniamo doveroso prenderci cura del nostro territorio con atti concreti e visibili da chiunque – spiega Mereu – e per questo siamo felici di portare avanti la tradizione della festa dell'albero. ‘Amate gli alberi come amereste i vostri figli’ si legge sui nostri striscioni, e la scelta di questa frase non è casuale: non vi è futuro senza figli, così come non vi è futuro ambientale senza alberi. Troppo spesso le istituzioni non danno il giusto peso all'ambiente portando le nuove generazioni a percepire gli alberi come accessori urbani, prosciugandoli del loro valore spirituale; noi crediamo che essi meritino di tornare alla giusta considerazione, della quale godevano in epoche più civili rispetto a quella che la nostra Nazione vive oggi’’

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Varese: Husqvarna, un caso italiano

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CPI Milano ricorda Manolis e Giorgios

Milano, 5 novembre - CasaPound Milano ricorda Manolis Kapelonis e Giorgios Fountoulis, i due militanti di Alba Dorata di 20 e 23 anni, uccisi sabato scorso davanti la loro sede nel corso di un agguato. 

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Anche CasaPound Lecco si unisce nel ricordo.

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Lecco: CasaPound a Zanonato, “Spieghi il disegno del governo. L’Italia non si svende”

Lecco, 4 novembre – “Zanonato, svendere l’Italia è un reato”. È quanto si legge sullo striscione affisso sul lungo Adda tra il ponte Kennedy e il ponte Vecchio dai militanti di CasaPound Italia Lecco in occasione della visita in città del ministro dello Sviluppo economico. 
“Contestiamo la politica economica di questo governo, che – spiega CPI – è in drammatica continuità con quella dei precedenti. L’interesse nazionale non può prescindere dalla valorizzazione delle eccellenze industriali e d’impresa che finora ci hanno permesso di essere fra le più grandi potenze economiche del mondo”.
“Una valorizzazione – si legge ancora nella nota del movimento – che di certo non passa per la svendita di realtà come ENI, Finmeccanica, Ansaldo e SNAM rete gas, che dovrebbero semmai essere ristrutturate e rese più competitive con agevolazioni burocratiche e fiscali. Che non passa per casi come quello dell’Ilva di Taranto, dove la politica industriale è stata delegata alla magistratura con tutto ciò che ne è conseguito: anche il territorio lecchese ha avuto il suo contraccolpo, visto che la Riva Acciai di Annone Brianza è stata costretta a chiudere per 18 giorni con una perdita netta di 20 milioni di euro, una cifra insostenibile per la già depressa realtà locale. E che non passa nemmeno – prosegue CPI - per una pressione fiscale al 55%, che per le PMI aumenta al 68,3%, per l’aumento dell’Iva o per la mancata drastica riduzione del cuneo fiscale, che non stanno facendo altro che diminuire i consumi con tutte le ripercussioni sulla filiera produttiva che ne derivano”.
“Il ministro dello Sviluppo economico – conclude CPI – ci dica quale progetto per la Nazione lui e il governo si propongono di attuare, considerando che l’Italia è uscita dal G8 anche se ha ancora la potenzialità per essere tra i 5 Paesi più industrializzati al mondo”.

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Lecco: bike sharing, chiuso per manifesta inefficienza

Lecco, 31 ottobre - Chiuso per manifesta inefficienza - È quanto si legge sul manifesto che i militanti di CasaPound Italia hanno affisso alle colonnine del bike sharing nel comune di Lecco. "Ringraziamo ancora una volta questa amministrazione per l’uso particolarmente lungimirante delle tasse di noi cittadini: il 'servizio', fortemente voluto dal consiglio comunale in carica, è in perdita netta del 92%", ricorda Cpi Lecco, spiegando che "a fronte di un investimento annuo di 50mila euro per manutenzione e mantenimento, sono state emesse solamente 200 tessere per un introito netto di 4mila euro". "Ci chiediamo - prosegue il movimento - se la colpa sia dei cittadini che 'non hanno compreso fino in fondo' il bike sharing, come ha sottolineato l’assessore e vicesindaco Campione, o se il problema non sia di carattere strutturale: Lecco è una città di montagna, dove risulta difficile pedalare agevolmente lungo i saliscendi. A questo - sottolinea ancora Cpi - va aggiunto il fatto che il tesseramento è possibile solo online e presso gli uffici comunali, con tutti i problemi di orario connessi". "Riteniamo che, affinché si possa parlare veramente di servizio, vista la morfologia del territorio, sia necessario dotarsi di biciclette a pedalata assistita e soprattutto - conclude Cpi - che sia imperativo cambiare le gestione delle tessere, aumentando la possibilità di accesso tramite la distribuzione, per esempio, in bar e tabacchi, in modo che il bike sharing possa diventare anche una forma di offerta turistica".

 

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