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Conferenza con Alba Dorata: Le ragioni del popolo greco, CasaPound: “Un successo di pubblico, ha vinto il confronto”

Milano, 16 marzo – Confrontarsi e far conoscere “Le ragioni del popolo greco”. È stato raggiunto lo scopo della conferenza organizzata da CasaPound Italia con due esponenti di Alba Dorata, Konstantinos Boviatsos e Leonidas Stathopoulos, e il vicepresidente di Cpi, Andrea Antonini, moderati dal giornalista Francesco Borgonovo. L’incontro, che si è svolto all’ Hotel Admiral di Milano, ha visto la partecipazione di circa duecento persone. 

“Volevamo dare voce – spiega il responsabile milanese di Cpi, Massimo Trefiletti – a un movimento che, per comune cultura mediterranea e fratellanza, ci è molto vicino. Ci siamo riusciti: la conferenza è stata un successo. Le minacce e gli allarmi della rete antifascista e della Fiom, che per inciso dovrebbe avere altro a cui pensare, sono cadute nel vuoto e l’incontro – aggiunge l’esponente di Cpi - si è svolto così come lo avevamo programmato. Per quanto ci riguarda non c’è altro da aggiungere, se non che restiamo sempre sorpresi dal passatismo e dalla scarsa perspicacia di queste persone, che non solo sono ferme agli anni Settanta, ma che ancora non hanno capito che queste pantomime non ci interessano. Noi – conclude Trefiletti - guardiamo avanti, se ne facciano una ragione”.

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Milano: Alba Dorata, le ragioni del popolo greco

 

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Sabato 15 Marzo via Domodossola 16, Milano.

 

Info:

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Europee: CasaPound Italia avvia la raccolta firme per la candidatura

Roma, 17 febbraio - La bandiera Ue sbarrata e uno slogan: ''Europei sì, schiavi no''. Così CasaPound Italia lancia la campagna di raccolta firme in vista della candidatura alle prossime elezioni europee, che da domani vedrà in piazza in tutta Italia centinaia tra militanti e simpatizzanti del movimento impegnati per raggiungere un obiettivo certamente ambizioso: mettere insieme le 150mila firme necessarie per partecipare al voto di maggio prossimo. 

 

'CasaPound sarà tra le pochissime formazioni politiche costrette a raccogliere l'assurda quantità di firme richieste da una legge elettorale capestro, fatta apposta per eliminare ogni possibilità di partecipazione al voto alle forze non presenti in parlamento - spiega il vicepresidente di Cpi Simone Di Stefano - Raggiungere cifre record, come le 30mila sottoscrizioni necessarie per presentarsi in Sicilia e Sardegna o le 3mila richieste in piccole regioni come la Valle d'Aosta e il Molise, è certamente difficile, ma è anche una sfida a cui non può rinunciare chi come noi lotta da sempre per un'altra Europa. Tanto più di fronte agli innumerevoli 'no euro' dell'ultima ora che - non c'è dubbio - saranno pronti a svendersi al migliore offerente alla prima occasione utile''.

 

''Saremo quindi in piazza in tutta Italia, ogni giorno, con la nostra tartaruga e con la bandiera Ue sbarrata, che ci auguriamo possa diventare un simbolo per tutti i popoli europei che sognano la fine di questa Unione e la nascita di una vera comunità di nazioni sovrane, per dire forte e chiaro all'Unione europea che a queste condizioni vogliamo uscire dall'euro, che non possiamo lavorare alle paghe da fame dell'Est Europa, che vogliamo stampare la nostra moneta con una banca centrale sovrana, che vogliamo mangiare prima i nostri prodotti agroalimentari, poi, forse, quelli degli altri, che vogliamo proteggere la nostra industria e i lavoratori dagli stranieri e dalla concorrenza sleale, che non vogliamo distruggere il futuro dei nostri figli per pagare i 50 miliardi l'anno del fiscal compact. Il voto di maggio è una battaglia epocale, che chiama a raccolta tutti coloro che si ribellano a una Unione europea che ci vuole schiavi e senza voce. Per questo invitiamo tutti coloro che vogliono partecipare a firmare e ad aiutarci a raccogliere le firme necessarie per arrivare a Bruxelles, contattando la mail This email address is being protected from spambots. You need JavaScript enabled to view it. ''.

 

 

Mail unica per informazioni sulla raccolta firme:

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Oppure

www.casapounditalia.org

www.facebook.com/votacasapound

 

 

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Foibe: CasaPound, "Lo spettacolo di Cristicchi non è una fiction. Istria, Fiume e Dalmazia sono terre italiane ".

Merate, 21 febbraio - "Istria, Fiume e Dalmazia terre italiane!” E' quanto si legge sullo striscione affisso da CasaPound Italia in occasione della rappresentazione di "Magazzino 18", lo spettacolo di Simone Cristicchi, al Cine Teatro Manzoni."Il successo di questo spettacolo, che in pochi giorni anche a Merate ha fatto registrare il tutto esaurito, dimostra – si legge in un comunicato di Cpi – che gli italiani hanno chiaro il valore storico della tragedia che ha colpito le terre d’Istria e Dalmazia. Anche noi condividiamo i sentimenti di accoglienza e condivisione dei valori rappresentati in questa pièce teatrale"."Di fronte a chi ancora si ostina a negare la tragedia delle foibe e dell'esodo e cerca di chiudere la bocca a chi, invece, non ha paura di raccontarla, noi ribadiamo - conclude il movimento - che i fatti raccontati in 'Magazzino 18' non sono una fiction o un romanzo, ma una verità storica che ha riguardato 15mila infoibati e 350mila esuli, colpevoli solo di essere italiani".

 

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Fiaccolata a Cremona in ricordo dei martiri delle foibe

Cremona, 10 febbraio - Presidio in ricordo dei martiri delle foibe in Piazza Fiume a Cremona per ribadire che la verità non può essere infoibata.

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CasaPound ricorda le vittime delle foibe con manifesti e striscioni a Lecco e Bergamo

Lecco: Manifesti choc per ricordare le vittime delle foibe, CasaPound “ecco cosa accadde agli italiani” 

Lecco, 9 febbraio – Manifesti che raccontano, attraverso la crudezza delle immagini, cosa fu la tragedia delle foibe. Ad affiggerli sul Lungolago, in occasione del Giorno del ricordo, è stata CasaPound Italia, per ricordare che nella ricorrenza del 10 febbraio si commemora il sacrificio di migliaia di italiani massacrati nell’ ambito di quella che fu una vera e propria pulizia etnica da parte dei partigiani titini.

“Sono passati dieci anni dall’ istituzione del Giorno del ricordo e, come accaduto in diverse città della Lombardia, ancora assistiamo a meschini tentativi di negazionismo e revisionismo. L’esodo e i massacri delle foibe – si legge in una nota di Cpi - furono un crimine contro il nostro popolo. Ormai è una realtà storicamente accertata, eppure c’è ancora chi si ostina a negarlo per ragioni ideologiche”. 

“A queste persone che insultano la memoria delle vittime, la storia d’Italia e l’appartenenza alla nostra comunità nazionale – si legge ancora – rispondiamo con immagini che danno la misura di cosa avvenne davvero nell’ immediato dopo guerra. Pensiamo che questo sia il primo, dovuto omaggio alle vittime: salvaguardare la memoria del loro sacrificio, respingendo ogni tentativo di ricacciarle nel dimenticatoio dove per decenni sono state relegate da istituzioni pavide e apparati della sinistra, per i quali il buon nome dell’ideologia valeva più della vita di migliaia di italiani”.

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Anche a Bergamo vengono ricordati i 20.000 italiani barbaramente massacrati, torturati e gettati nelle foibe con 2 striscioni affissi in città.

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