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Bergamo: CasaPound ricorda Antonio Locatelli, “Eroe bergamasco”

"ANTONIO LOCATELLI

Non è da tutti sfidare la morte in tempo di guerra e in tempo di pace. Rifiutare perennemente gli onori per lasciar spazio agli oneri. 

Non è da tutti avere poco più di 20 anni e volare come un aquila tra le nuvole , cosciente di poter essere l'ultimo volo. Ondeggiare sopra le linee nemiche , schivando gli sharpnel nemici per poi premere la leva del gas del biplano e gettarsi a bassa quota sopra le linee avversarie con l'incessante fuoco incrociato delle raffiche austriache , trasportato dal poderoso boato del 6 cilindri a piena potenza , dai fischi dei proiettili , e dai sordi battiti della tela dell'aereo colpita.

Il tutto osservando con le spesse lenti da aviatore le postazioni, "mitragliando" di fotografie il nemico , tenendo i comandi con le gambe mentre si annotavano le descrizioni e le posizioni esatte delle artiglierie nemiche, focalizzando ed avendo costantemente impresso il principio che ogni foto d'avanscoperta eseguita avrebbe salvato migliaia di italiani, e allo stesso tempo, distrutto il nemico. Ogni errore poteva causare la morte dei propri fratelli.

E sopra quell'inferno di fuoco concentrato su se stesso, infine , dover tener conto di combattere altri aerei,se necessario,con un aereo Ansaldo che di certo non era nato come caccia.

Quanto basta per avere i requisiti dell' eroe.

E di fronte a queste azioni, che Antonio Locatelli, il nostro illustre compaesano, si guadagnò la prima medaglia d'oro al valor militare , unita a diverse d'argento : Volando sopra il nemico per fotografarlo costantemente , valutare ogni suo minimo movimento , incurante di ogni eventualità.

Definito da D'Annunzio "il mio leone di guardia" , Locatelli portò il Vate sopra Vienna, insieme anche ad un altro bergamasco d'adozione, Sarti , per scaricar loro non dei carichi di morte, bensì manifesti per dimostrare al nemico che noi avevamo degli eroi che tutto potevano e che non avevano paura di sfidare il nemico sopra i cieli della sua capitale. Fosse anche il portarsi sopra la dimora dell'Imperatore d'Austria in persona , se necessario. 

Venne anche abbattuto nel Settembre 1918 , il mese dopo la spettacolare azione viennese , volando e venendo abbattuto colpito e ferito da uno Sharpnel sopra il luogo poco prima fotografato , ritornando sopra le linee nemiche per essere sicuro di ciò che aveva annotato , segno di dovere , ma anche di incuranza della propria vita a favore di un altruismo per i propri compagni d'arme che ogni giorno pativano fame,freddo,e il rischio perenne di morire nelle trincee. Fuggì abilmente travestendosi da nemico , eludendolo , e ritornando nelle linee italiane durante le ultime offensive che portarono alla vittoria italiana.

Passò il dopoguerra a scrivere,a volare per il mondo, facendo oltre 3000 fotografie nei vari voli per l'Asia e per il sudamerica. Divenne parlamentare del regno d'Italia prima , e podestà di Bergamo dopo. l'indole di Locatelli "politico" lo portò anche a scontri anche con le alte cariche del PNF , ma ad Antonio Locatelli non piaceva fare del servilismo , specie con il federale Valli ,e nonostante risanò i bilanci della città e diede ottima prova di urbanista , volle ritornare all'azione .

Fu da volontario nella guerra d'Etiopia che Antonio Locatelli continuò laddove finì nel 1918 , volando sopra il nemico abissino, fotografando e segnalando con dedizione le posizioni avversarie e guadagnandosi la seconda medaglia d'oro al valor militare. 

In Etiopia infine trovò anche la morte, la morte da combattente, venendo colpito in un imboscata a Lekempti, 81 anni fa come oggi.

Cadendo in combattimento Locatelli , unico ad avere avuto 3 volte questo riconoscimento, la sua ultima medaglia d'oro al valor militare alla memoria.

Memoria che,nella date dell' anniversario al suo maritrio,noi non smetteremo mai di celbrare.

Perchè Antonio Locatelli è e sarà sempre un eroe. 

Un eroe bergamasco.

Un eroe italiano."

 

Foto 1

 

Foto 2

 

Foto 3

 

Foto 4

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