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Monza: CasaPound in Consiglio comunale, «Intollerabile la situazione di Via Asiago: servono soluzioni immediate»

Monza, 10 aprile – «Basta business dell'accoglienza». È quanto si legge sullo striscione esposto dai militanti di CasaPound Italia Milano, insieme ad alcuni abitanti di via Asiago, nel corso della seduta del Consiglio comunale di Monza.
«È inammissibile – spiega Massimo Trefiletti, responsabile di CasaPound Milano - che in un condominio abitato da poche famiglie vengano alloggiati quasi cento profughi, trasformando inevitabilmente la zona in un vero e proprio ghetto, in cui gli italiani sono condannati a diventare estranei in casa loro».
«Nella stessa situazione – continua Trefiletti – sono costretti a vivere anche i residenti di via Veneto e della più centrale via Manzoni, per non parlare del degrado e degli episodi di criminalità e spaccio che interessano la zona della Stazione. Non è più accettabile – sottolinea ancora il dirigente di Cpi - che i cittadini diventino le vittime da sacrificare sull’altare di un business che si maschera da "politica dell’accoglienza", ma in realtà serve solo a ingrassare le cooperative di turno».

«A Monza, come in decine di altre città in tutto il territorio lombardo – aggiunge Angela De Rosa, portavoce di Cpi Milano - prefettura e amministrazione comunale non riescono a far fronte al problema, ma, invece di chiedere al governo di fermare il continuo flusso di immigrati che alimenta situazioni di degrado, si rendono complici dell'invasione a spese dei cittadini italiani. Anche le soluzioni proposte in Consiglio comunale non hanno senso: spostare i profughi da una zona all'altra della città – sottolinea De Rosa - non risolve il problema e i cittadini sono stanchi di essere presi in giro».
«È ora di dire basta: servono azioni chiare e concrete che – concludono i dirigenti di Cpi - portino alla chiusura degli attuali centri di accoglienza, restituendo ai cittadini quei quartieri che sono stati loro tolti per la complice l'inadeguatezza della politica».
 
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Video in diretta dal consiglio comunale
 
 
 
 
 
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Stupro nel centro di accoglienza: CasaPound, “Ora basta”

Fontanella, 23 settembre – “Refugees not welcome”, “Basta centri d’accoglienza”, “Ora basta profughi”. È quanto si legge sugli striscioni affissi da CasaPound Italia Bergamo in vari paesi della bassa bergamasca, dopo che l’ennesimo caso di stupro in un centro d’accoglienza si è verificato in questo territorio. 

“Ancora una volta ci troviamo di fronte ai frutti dell’accoglienza indiscriminata: fra i finti profughi – si legge in una nota del movimento - si nascondono veri criminali, senza che da parte delle autorità italiane vi sia un controllo. In Italia arriva di tutto: arrivano i due richiedenti asilo che hanno salvato l’operatrice, ma arrivano anche il suo stupratore e quelli come lui, di cui le cronache sono piene. Quando scopriamo la differenza è già troppo tardi”.
“Il filtro – conclude Cpi Bergamo - deve essere a monte: chi è un vero profugo viene accolto; tutti gli altri no. La libertà degli italiani di vivere serenamente a casa loro non può essere svenduta per far ingrassare i signori dell’accoglienza e il loro business”.

 

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Difendi Voghera non è uno slogan, ma la nostra battaglia contro chi vuole trasformare la nostra città in una landa desolata.

"I commercianti, o i cittadini stessi dovrebbero chiedersi perché vengono preferiti i supermercati", le parole citate provengono dal sindaco di Voghera, Carlo Barbieri. La città, capitale dell'Oltrepò, è invasa di centri commerciali, mentre il centro storico vede abbassare, in rapida e preoccupante successione, le saracinesche dei negozi vogheresi. Persino l'assessore al commercio, Marina Azzaretti, sembra essersi resa conto della situazione allarmante dovuta al Pgt. Piano che prevede ulteriori mezzo milione di metri quadri di nuovi insediamenti commerciali alla periferia del comune. Davanti a questo ennesimo scempio, davanti al calpestamento dei commercianti e dei vogheresi, non servono parole, come ci ha abituato in questi anni la giunta comunale, servono uomini e donne a tutela del centro abitato. Difendi Voghera non è uno slogan, ma la nostra battaglia contro chi vuole trasformare la nostra città in una landa desolata.

https://www.youtube.com/watch?v=wXYpO8Rliv4

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Romano di Lombardia: CasaPound contro il progetto Racaras, “Se i rom lasciano precocemente le case, il Comune le riassegni a chi ne ha veramente bisogno”

Romano di Lombardia, 9 aprile – “Per l'integrazione fondi e appartamenti, per il cittadino tasse e delinquenti”. È quanto si legge sullo striscione affisso da CasaPound Italia Bergamo a Romano di Lombardia. 
"Da cinque anni ci viene detto e ripetuto che i Comuni non hanno fondi per progetti di sostegno alle famiglie bisognose, ma come al solito – si legge in una nota di CasaPound Italia Bergamo - se viene sventolata la bandiera della ‘integrazione’ miracolosamente appaiono case popolari e programmi d'aiuto". 

"La giunta di Romano – ricorda la nota - ha finanziato un accordo con la Caritas attingendo dalle tasche dei cittadini 6mila euro per, si legge nel progetto del Comune, ‘scongiurare l’abbandono precoce dell’appartamento’ da parte dei rom cui è stata assegnata una casa popolare. Siamo alla follia. Ci sono molte famiglie in emergenza abitativa che vorrebbero con tutto il cuore riuscire a ottenere l’assegnazione di una casa popolare, ma il Comune che fa? Stanzia soldi per convincere chi non la vuole a restarci”. 
“Per l’amministrazione gli italiani in difficoltà ormai non sono neanche più cittadini di serie B, sono cittadini di serie Z. Se i rom abbandonano precocemente le case popolari, è evidente che non ne sentono il bisogno e forse è anche il caso di dire che non le ‘meritano’. Il Comune – conclude Cpi - invece di sprecare soldi per cercare di convincerli a restare, dia un segnale di equità sociale: le riassegni a chi ne ha davvero bisogno”.

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Bergamo: CasaPound contro il parcheggio multipiano alla Fara, “Fermiamo questo scempio”

Bergamo, 22 settembre - “Un parcheggio sul patrimonio dell’umanità: uno scempio per questa città!”. È quanto si legge sullo striscione affisso da CasaPound Italia Bergamo per protestare contro il parcheggio multipiano alla Fara, in Città Alta. 

“Questo parcheggio – commenta il portavoce provinciale del movimento, Mario Torri – è un crimine contro la città: distrugge il suo più grande patrimonio culturale. Il sito è da quest’anno patrimonio dell’Unesco, si trova in una zona non adatta alla costruzione, infatti abbiamo già assistito a una frana”.
“Come se ciò non bastasse – prosegue l’esponente di Cpi Bergamo- la ditta appaltatrice dei lavori è stata appena condannata per l’occultamento di rifiuti all’interno di un suo cantiere”.
“Il Comune – ricorda Torri - malgrado una raccolta firme e una campagna dei cittadini contro questo progetto, si è trincerato dietro le penali che dovrebbe pagare in caso di interruzione dei lavori, parlando di cifre altissime, senza però mai quantificarle e renderle pubbliche”.
“Ricordiamo inoltre che né l’attuale amministrazione di centrosinistra, né la precedente amministrazione di centrodestra hanno fatto nulla per evitare questo progetto. CasaPound Bergamo – conclude Torri – come sempre è al fianco dei cittadini e con loro chiede un’immediata interruzione dei lavori nel rispetto della città e dei bergamaschi”.

 

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Voghera: "Basta feccia", CasaPound in piazza San Bovo contro il degrado

Voghera, 7 ottobre - CasaPound Italia Pavia torna in Piazza San Bovo con un presidio notturno contro il degrado che colpisce Voghera. Il movimento ha portato in strada militanti, simpatizzanti e vogheresi sfidando l'amministrazione comunale che "non tutela la cittadinanza dalla feccia che - si legge in una nota - sta uccidendo la città". "La cronaca - prosegue CasaPound Pavia - parla di violenze, scippi, spaccio e furti. Per l’ennesima volta torniamo in Piazza San Bovo, denunciando una situazione in continuo peggioramento. Siamo a due passi dal Duomo, il 'salotto buono' vogherese, ma la richiesta di aiuto dei cittadini non arriva alle orecchie dell'amministrazione comunale". "A fine febbraio - continua Cpi - abbiamo protocollato una raccolta di 233 firme di cittadini, che chiedevano alla giunta di intervenire in maniera drastica. La risposta è stata un foglio firmato dal sindaco Carlo Barbieri con tante parole e belle promesse. Ovviamente tutte disattese. Ricordiamo a palazzo Gounela che il torto non lo stanno facendo a noi, ma all'intera comunità cittadina, che non ne può più di vedere i propri quartieri diventare discariche a cielo aperto". "Voghera - conclude il movimento - è stanca di impegni non mantenuti, per questo motivo sempre più cittadini si rivolgono a CasaPound per risolvere i problemi della città".

https://www.youtube.com/watch?v=ph7FltG0Eyo

 

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